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The Bourne Supremacy

Regia di Paul Greengrass vedi scheda film

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wile.e.coyote

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La recensione su The Bourne Supremacy

di wile.e.coyote
4 stelle

C'è una sola parola per definire questo film: "epilettico". Il soggetto in sè è caruccio (onestamente di più non si può chiedere a un sequel), ma l'orrenda regia di Paul Greengrass ha fatto del film un enorme videoclip di quasi due ore. Certo, gli spettatori con velleità da "critico" apprezzeranno la sperimentazione e le "innovazioni" introdotte dal regista di "Bloody Sunday", ma al grande pubblico (è bastato tendere l'orecchio all'uscita dal cinema) è sembrato di vedere il filmino di un matrimonio girato da un bambino di sei anni (questo il commento più azzeccato sentito). Quanti di voi sono stati costretti in vita loro a visionare le vacanze di amici e parenti girate con assoluta imperizia e al limite del conato di vomito? Ecco, la sensazione al momento dei titoli di coda è esattamente la stessa. un film girato tutto in primissimo piano (e praticamente quasi sempre "di nuca" con la macchina da presa perennemente appollaiata sulle spalle dell'attore di turno) e quasi sempre "ballonzolante". Pochissimi i campi lunghi (solo quelli strettamente necessari per fare intuire la location di turno allo spettatore e vuoti come le immagini di una cartolina); questo nuoce terribilmente alla famosa "sospensione della realtà" tanto cara a tutti coloro che fanno cinema.
l'apoteosi di questa quantomeno discutibile tecnica di ripresa giunge poi sulle sequenze di maggior azione: la lotta tra Bourne e un suo ex-collega e l'iseguimento per le strade di Mosca; ma andiamo per ordine.
Non pretendevamo certo che venissero rispettati i canoni di regia delle scene di lotta dei film di Hong Kong (dove si sfruttano campi molto lunghi per mostrare allo spettatore la "danza" dei due combattenti) ben sapendo che il cinema americano non permette di applicarli neanche agli immigrati registi del sol levante, ma la suddetta scena di lotta si riduce a paricolari anatomici dei due (a volte un braccio, a volte una gamba, un gomito, il dito mignolo della mano destra di Bourne) inseriti in un convulso montaggio per poi mostrare allo spettatore il nostro eroe in piedi e il "cattivo" morto stecchito senza permettergli di capire come questo sia potuto succedere!
Stesso discorso per la scena dell'inseguimento a Mosca: sembra il filmato promozionale di un autoricambi: invece di particolari anatomici, qui la scena mostra ora un paraurti, ora un fanale, ora un cerchione... Stesso turbinio di immagini confuse e tremolanti, inquadrature che durano un decimo di secondo e portano lo spettatore (sempre che non abbia mangiato pesante e sia dovuto scappare alla toilette per rimettere) all'epilogo contro il pilastro di un tunnel dove troneggiano i rottami di due vetture che francamente non si riesce a capire come diavolo siano arrivate fin lì! Senza contare la scarsissima considerazione per il momento in cui Jason Bourne si trova faccia a faccia con la sua nemesi (almeno quella più immediata, il killer responsabile della morte della sua adorata Marie) da una macchina all'altra fianco a fianco; la mente è subito volata a una scena che (anche se in un contesto diverso) probabilmente ha contribuito ad ispirare questa sequenza: vi ricordate la scena di "Mission: impossible 2" in cui Tom Cruise e Thandie Newton si trovano faccia a faccia (e macchina a macchina...) in un infinito testa-coda verso l'orlo di un precipizio? Ebbene, per quanto inverosimile fosse il contesto, il confronto tra i due è molto più intenso e molto più marcato che in "The Bourne supremacy" (dove ce n'era molto più bisogno dato il ruolo rivestito nel film dai due personaggi). Forse John Woo non è un "apprezzato regista emergente" come Greengrass, ma è ora di smetterla di permettere a queste fantomatiche "nuove promesse della macchina da presa" di stravolgere un genere in nome di un'innovazione di cui, francamente, non si sentiva affatto il bisogno; soprattutto in un periodo in cui anche un grandissimo regista come Quentin Tarantino fa un omaggio di quasi quattro ore a modi e tempi del cinema d'azione degli anni'70 (e piace!) (e tanto!).

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