Milano odia: la polizia non può sparare (1974)
Con Tomas Milian, Henry Silva, Ray Lovelock, Gino Santercole, Laura Belli
La trama
Un feroce criminale e uno sbirro tenace.
Giulio Sacchi, feroce balordo di periferia, organizza il rapimento di una ragazza, figlia di un ricco imprenditore. Sulle sue tracce il commissario Grandi, che ha capito tutto, anche l'epilogo tragico della vicenda. Dovrà farsi giustizia da solo.
Crudissimo poliziesco che Ernesto Gastaldi sceneggiò stando attento al clima di tensione dell'epoca. Venne accusato di fascismo, specie per la definizione dello sbirro (Henry Silva, una volta tanto "buono"), ma rivisto oggi è soprattutto uno dei pochi film di genere italiani ad avere un ritmo e una struttura "all'americana". La miglior prova di Umberto Lenzi dietro la macchina da presa.
L'opinione più votata
Di Tarabas scritta il 24/05/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Film di culto, a me sembra molto più derivativo (per dire, lo Scorpio dell'omonimo Caso affidato a Dirty Harry Callahan) che innovativo.
Il personaggio di Sacchi non è male ed è ben recitato, anche se è un ammazzasette senza moventi e questo rende più semplici le cose agli sceneggiatori.
A proposito della sceneggiatura, ha almeno una voragine: perché Silva non aspetta di vedere chi ritira le valigie coi denari in riva al fiume? Non si porta dietro nemmeno
un walkie-talkie? Allora ha ragione Pino Caruso in La donna della domenica quando si lamenta ("La polizia trema, la polizia non può sparare, la polizia non trova mai un cazzo!").
Nel complesso le osservazioni socio-politiche sembrano appiccicate un po' a caso.
Comunque, anche per la qualità delle riprese d'azione, resta uno dei
titoli migliori del genere.
Ci fossero le mezze stelle, ce ne starebbe una.
- sufficienti [10]
- positive [29]
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18 dicembre 2012 Opinione di bellahenry su "Milano odia: la polizia non può sparare"
una dei punti più alti del genere "poliziottesco" o poliziesco all'italiana,un must per amanti del genere e non,al tempo stesso è anche probabilmente il film più bello e riuscito di Lenzi,con T.Milian visibilmente contento e soddisfatto della parte del rifiuto della società. inseguimenti e sparatorie sono eccezionali e aiutano i ritmi altissimi del film.ma la vera protagonista è la violenza:dura,inutile,selvaggia e senza limite;il personaggio di Milian è uno dei più violenti del...
voto al film: 
10 novembre 2012 Opinione di TheWarOfEcho su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Questo noir girato da Umberto Lenzi è forse uno dei film più crudi e cruenti che l'Italia abbia mai visto. Le scene d'azione sono molto ben girate, le musiche di Morricone sono stupende come al solito e la trama, nella sua semplicità, contiene molti attacchi al sistema giudiziario italiano (nel magnifico finale, in alcune affermazioni del delinquente di turno che afferma che ci vogliano prove troppo schiaccianti per finire in galera).
voto al film: 
4 aprile 2012 Opinione di XANDER su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Uno dei capisaldi del poliziesco all'italiana. Violentissimo, durissimo come pochi altri (e non certo come quello di Deodato). Tomas Milian interpreta magistralmente uno dei personaggi più cattivi del cinema italiano. Come al solito ottimi gli inseguimenti, anche se alcune scene sono presenti in Roma a mano armata
voto al film: 
24 maggio 2011 Opinione di Tarabas su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Serial killer travestito da malavitoso rapisce sciuretta milanese, lasciandosi dietro la più classica delle scie di sangue. Tutti i dettagli in cronaca (nera). Film di culto, a me sembra molto più derivativo (per dire, lo Scorpio dell'omonimo Caso affidato a Dirty Harry Callahan) che innovativo. Il personaggio di Sacchi non è male ed è ben recitato, anche se è un ammazzasette senza moventi e questo rende più semplici le cose agli...
voto al film: 
24 gennaio 2011 Opinione di michel su "Milano odia: la polizia non può sparare"
EMERGENZA RIFIUTI Un piccolo delinquente squilibrato e altri due disgraziati compiono una carneficina. La recitazione sopra le righe non impedisce a T. Milian di dare spessore al suo criminale che, per quanto odioso, con la sua furia omicida travestita da rivolta sociale, suscita maggiore simpatia del rigido poliziotto che lo abbatte tra la spazzatura. Pur facendo leva sul gusto per il particolare macabro, il film lascia affiorare tra le righe un senso di umana pietà. Lo...
voto al film: 
6 gennaio 2011 Opinione di wang yu su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Forse il più feroce poliziesco italiano degli anni settanta,colpisce particolarmente la carica psicopatica di Tomas Milian, (merito anche del doppiaggio di Amendola).Questo è un film sicuramente da vietare ai minori di 18 anni,invece su RAI MOVIE appena inizia c'è scritto.. BAMBINI ACCOMPAGNATI ..una cosa veramente ridicola.
voto al film: 
4 gennaio 2011 Opinione di Myau su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Questi "poliziotteschi" me li confondo un po' tutti, ma il film in oggetto lo ricordo come eccellente. Soprattutto per i geniali dialoghi del personaggio di Thomas Milian. Decisamente sopra la media del genere.
voto al film: 
11 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Milano odia: la polizia non può sparare"
genere poliziottesco' si,ma anche assai violento questo lo e' eccome.Ben girato e ben recitato.voto.8.
voto al film: 
11 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Milano odia: la polizia non può sparare"
genere poliziottesco' si,ma anche assai violento questo lo e' eccome.Ben girato e ben recitato.voto.8.
voto al film: 
1 maggio 2010 Opinione di braddock su "Milano odia: la polizia non può sparare"
Penso sia il miglior film d' azione italiano, uno dei pochissimi che regge i ritmi elevati di quelli americani, siamo infatti lontanissimi dallo stile delle fiction tipo RIS o SQUADRA ANTIMAFIA in quanto c'è molta più azione e anche tanta violenza e tensione. Tomas Milian interpreta perfettamente il ruolo del violento cattivissimo molto distante dal personaggio di Monnezza
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