Europa '51 (1952)
Con Ingrid Bergman, Alexander Knox, Ettore Giannini, Giulietta Masina
La trama
Irène Girard, moglie di un diplomatico, vive una vita agiata e al riparo da qualsiasi preoccupazione. Poi il suo figlioletto si suicida perché si sente trrascurato e a quel punto scatta in lei qualcosa: comincia a visitare gli ammalati, a consolare prostitute e frequentare fabbriche, ecc.. Verrà bollata come folle e rinchiusa in manicomio. Ci sono almeno un paio di inquadrature per le scale che valgono da sole tutto il film, ma l'altezzosa e ben vestita Bergman che si aggira per le catene di montaggio potevano pure risparmiarcela.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 30/04/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
voto 8/10
- sufficienti [2]
- positive [20]
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27 gennaio 2013 Opinione di GIMON 82 su "Europa '51"
Parla chiaro il Rossellini dell'"Europa 51",e sopratutto parla chiaro la splendida Ingrid Bergman,protagonista dal risvolto tragico.La loro voce è quella dell'umanita' che vuole amare,condividerne il sentimento al margine doloroso della genia dimenticata.Poi c'è la societa' "perbene",i ricchi borghesi,la faccia "pulita",egoista e cinica, maschere fasulle del mondo edonista.Irene è parte del secondo mondo,"signora" investita da obblighi sociali e culturali,tanto da dimenticare le esigenze...
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29 dicembre 2012 Opinione di bellahenry su "Europa '51"
ad oggi il film più bello di rossellini che abbia visto,anche se ammetto sono ancora un numero esiguo,. Film profondo basato su una sceneggiatura che vuole colpire e far discutere. a differenza dei grandi classici del Neorealismo qui viene analizzata con durezza la classe piu ricca,mostrandone limiti e difetti.il ritratto che ne risulta è tremendo.Rossellini a differenza di lavori precedenti realizza un film molto curato e progettato.senza dubbio un grande film del cinema italiano. visto...
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30 aprile 2012 Opinione di steno79 su "Europa '51"
Europa 51 fa parte, insieme a Stromboli e Viaggio in Italia, di una trilogia di film diretti da Rossellini e interpretati tutti da Ingrid Bergman come protagonista, che da alcuni è stata definita la Trilogia della solitudine, perchè tutti e tre i film raccontano le vicende di donne che devono affrontare difficili percorsi esistenziali e scelte morali particolarmente ardue. Si è parlato anche di Neorealismo interiore, e la definizione mi sembra appropriata perchè, rispetto a Roma città...
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12 agosto 2011 Opinione di tafo su "Europa '51"
La banalità del bene e la purezza del cinema. La ricerca utopica di una società senza ideologie per una donna che rifiuta segni simboli e test di Roscharch. Fino alla tragedia familiare, Irene è una donna borghese con molto tempo per le cose futili e poco tempo per il figlio. Dopo la morte-suicidio del figlio che si sentiva trascurato dalla madre, Irene capisce che deve provare a migliorare il mondo a non lasciare solo chi chiede aiuto anche a costo di perdere la fiducia...
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11 maggio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Europa '51"
Irene Gerard è la ricca moglie di un diplomatico che conduce una vita agiata e spensierata, tutta dedita alle incombenze formali dell'alta società. Quando muore il picolo figlio, suicidatosi perchè si sente trascuratodalla madre, Irene cambia vita e inizia a dedicare il suo tempo ad aiutare i poveri e gli emarginati. Il senso di colpa per la morte del piccolo Michel spinge Irene a scoprire un mondo a lei totalmente sconosciuto, una realtà povera di mezzi ma ricca...
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25 gennaio 2010 Opinione di ed wood su "Europa '51"
Complessivamente riuscito questo Rossellini post-neorealista. In realtà, lo sguardo è lo stesso, tanto sobrio quanto partecipe, della Trilogia della Guerra. Solo che questa volta, alle tematiche socio-politiche, si affiancano quelle morali ed esistenziali. Non si tratta solamente della necessità di allargare i propri orizzonti contenutistici, bensì della presa di coscienza, da parte di Rossellini, di come i due aspetti (quello sociale e quello esistenziale) siano...
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23 gennaio 2010 Opinione di emmepi8 su "Europa '51"
Rossellini, incontrando la Bergman dette una svolta, oltre che alla sua vita privata, anche alla sua carriera, benché qualche avvisaglia l'avevamo avuta con il film L'Amore. Un cinema che si allontana dal neorealismo, ma affronta temi esistenziali, anche di non facile presa, e sfidò non poco le produzioni dell'epoca, e commercialmente il gioco non fu facile, ma con il nome della Bergman le proposte furono accettate. Questo film è frutto da un'idea di Massimo Mida...
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27 agosto 2009 Opinione di rebis su "Europa '51"
Un bambino si suicida portando con sé il segreto del suo dolore (di vivere?) e dischiudendo alla madre l’abisso della coscienza (Antichrist?). La disfatta delle pulsioni egoiche - aldilà dell’ipocrisia del conflitto di classe, oltre il ricatto della carità cristiana - come valore inaccettabile per la ragione e la società civile. L’umanesimo e l’autentica umiltà secondo Rosselli in una schietta parabola esistenziale che oggi...
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7 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Europa '51"
Europa '51 è in fondo una parabola semplicissima sulla forza d'animo, l'amore per il prossimo, la fiducia in esso. La protagonista è soltanto una peccatrice che si ravvede, ma che in un mondo di peccatori viene vista come un elemento pericoloso e deviante. Inevitabile che venga bollata come 'anormale' ed allontanata dalla vita sociale. E' tutto relativo al contesto europeo postbellico, fin dalla morte del bambino cresciuto fra i bombardamenti, le cui prime immagini di questa...
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19 giugno 2009 Opinione di PP su "Europa '51"
Voto 6. Qualificato come un capolavoro, secondo me ingiustamente, fonde troppi ingredienti ed è sovrascritto: prospettiva psicologica, sociale e politica, un po’ troppo perché ne esca un film all’altezza. La Bergman è in parte perfetta e il suo scivolamento verso un complesso alla Giovanna d’Arco è affascinate; non tiene invece la sbrigativa morale anticlericale e il marxismo un po’ troppo intellettuale e cristianizzato. [02.06.2009]
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