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Hellraiser

Regia di Clive Barker vedi scheda film

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La recensione su Hellraiser

di nonsonouncritico
8 stelle

Passano gli anni, i difetti ci sono e si vedono, ma Hellraiser rimane uno degli horror più spaventosi mai realizzati, poco da fare.

L’immaginazione di Clive Barker ed il suo senso del macabro senza eguali vengono fuori sullo schermo che è una bellezza, con un’atmosfera malsana che permea l’intero film, rendendolo un’esperienza disturbante e spaventosa come poche altre, un viaggio di un’ora e mezza nell’orrore più puro.

 

 

L'orrore di cui sopra viene messo in scena senza compromessi, senza momenti leggeri che ne stemperino l’intensità, e si manifesta anche con scene molto truculente, ma non fa di queste il suo mezzo espressivo più  potente: è la malvagità dei personaggi, soprattutto, a far paura. E' l’idea che dietro a quella che sembra la blanda quotidianità di una coppia di sposi si celi un vero e proprio inferno fatto di tradimenti, sangue, omicidi. Merito dell'intelligente script di Barker (a partire dal suo romanzo Schiavi dell'inferno), ma anche degli attori che ha scelto, dal sempre bravo Andrew Robinson (l’indimenticabile Scorpio di Dirty Harry) alla favolosa Clare Higgins, vero mostro del film.

 

Ciliegina sulla torta è il commento musicale di Christopher Young, diverso dalle convenzionali musichette da horror, elegante, seducente e inquietante; per non parlare del fantastico lavoro di make-up, che ci ha consegnato una delle icone horror per eccellenza, il carismatico Pinhead di Doug Bradley (a quel poveraccio è toccato pure recitare in tutti i sequel, che dal quarto in poi sono la fiera dell’inconsistenza), insieme ai disgustosi e memorabili cenobiti (qui supplizianti).

 

 

Barker dal canto suo non sarà un virtuoso della regia cinematografica, ma ha una mente immaginifica di quelle che oggi al cinema non si vedono più. Chissà che non decida di rifarsi vivo, una volta o l'altra.

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