Opinione di valerioexist su Buongiorno, notte
Con Luigi Lo Cascio, Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Giovanni Calcagno, Pier Giorgio Bellocchio, Paolo Briguglia
- negative [16]
- sufficienti [12]
- positive [75]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Semo gente de brigata!
Bene! Più passano gli anni dagli anni di piombo, più capita di parlare con molta (troppa) gente che davanti al terrorismo rosso ha opinioni vaghe, timorose di sembrare superficialmente demonizzatrici, e si esprime dicendo “beh, certo! Indubbiamente vennero fatti degli sbagli, però… attenzione, non è che insomma…erano proprio dei matti criminali… non generalizziamo, diciamo che… si, insomma, magari se evitavano qualcosetta… però comunque… insomma…” Come poteva esimersi Bellocchio, forte della sua sempre più potente fama di “più valente cineasta italiano”, dal girare una pellicola sui brigatisti? Il film “Buongiorno, Notte”, che prende il titolo in prestito dalla Dikinson, è stato tratta dal libro “il prigioniero” della brigatista Braghetti (quella che fa gli spettacoli dove cambia di vestito velocissimamente… è quella? Ah no quello è Arturo!) ed è stato commissionato dalla Rai. La protagonista è Chiara, brigatista anche lei, lavora al ministero, convive in un appartamento di Via Gradoli con altri tre terroristi, uno coi capelli corti, uno coi baffi e coi capelli più lunghi (Lo Cascio), l’altro capellone coi baffoni e la barba che capisci che è brigatista da 20 kilometri per questo la brigatista donna fa credere di stare con Lo Cascio che ispira più, chessò, "democratici di sinistra".
Un giorno lei rimane a casa da sola mentre i maschi escono, ammazzano la scorta di Aldo Moro e portano il presidente a casa dentro ad uno scatolone. Lei sente la notizia al giornale ed esulta manco avesse segnato la Roma.
Solo che ci sta quella vicina rompipalle (gente della D.C. sicuro) che le ha lasciato il pupo per una mezz’oretta! Fortuna che il bimbo non c’ha manco un anno e non s’è accorto che stavano svuotando uno scatolone pieno di Aldomorosità! La vicina di casa torna e si riprende il bambino i brigatisti avevano accuratamente scelto di non mangiare per non dare nell'occhio.
Aprono lo scatolone, sicuri che contenga Aldo Moro, ma ci trovano il noto attore di teatro Roberto Herltizka! “che ci fa qui dentro maestro Herltizka!” – “no, tranquilli sono io che interpreto Aldo Moro, usare quello vero sarebbe stato un po’ difficile, volevano usare effetti al computer tipo quelli che usavano per fare il Corvo, ma ho preferito farla io questa parte… comunque grazie per aver pronunciato bene il mio cognome almeno voi”. Chiarito l’equivoco i 4 brigatisti iniziano la loro convivenza col prigioniero Moro trattandolo come E.T., gli portano da mangiare, lo trattano con rispetto, lo chiamano pure “presidente”… non lo diresti mai che nella realtà dopo un po’ l’avrebbero ammazzato (però poi pensi che non è la realtà, è Bellocchio!). I brigatisti di Bellocchio sono così umani che quasi lo spettatore tenderebbe a dire “mah! In fondo in fondo c’avevano buone intenzioni!”, te li vedi così docili, che mangiano la minestrina e si fanno pure il segno della croce prima di mangiarsela. Seguono i due mesi di rapimento, le minestrine, le chiacchiere del brigatista incappucciato con Aldo Moro, Chiara intanto conosce Paolo Briguglia al lavoro però questo non è brigatista e le sta quindi un po’ sulle palle (anche se forse quella stella rossa nell'ascensore l'ha fatta lui... che fico in quel caso). Alla fine lei dice ai compagni “ma lo dobbiamo fare proprio fuori questo povero Aldo Moro?” e loro “eh, lo so, è brutto ma ci tocca! La storia vuole così”, ma il regista no! E infatti alla fine Moro se ne va… felice felice per le strade di Roma di prima mattina… ma è un sogno della protagonista (con l’animo rivoluzionario e, comunque, buono). Moro alla fine (ve lo posso dire) schiatta. Se fosse stato romanaccio avrebbe gridato il suo cognome durante la morte. Non ho mai avuto grande simpatia per questo film per due motivi: il primo è la poca sportività con cui il regista e molti suoi ammiratori non accettarono la mancata vincita del Leone D’Oro al festival di Cannes (cosa che, secondo me, è dovuta anche al fatto che, per quanto questa pagina buia possa essere stata importante per la storia italiana, rimane, tocca dirlo, un fenomeno circoscritto alla sola penisola; che ci fanno a Cannes con le immagini di Andreotti al funerale con la musica dei Pink Floyd?). Secondo motivo: questo film ce lo fecero vedere con la scuola. Portarono ogni classe di ogni sezione a vedere questo film in una sala cinematografica! Non che all’epoca mi dispiacesse perdere delle lezioni per vedere un film al cinema, ma avevo come l’impressione che fosse un tentativo d’indottrinamento forzato. Un modo per far fare sicuri incassi ad un film. (quando diventerò regista mi farò molti amici professori). Vedere un film del genere senza sapere cosa effettivamente fosse successo può essere dannoso. Ricordo ancora che, fuori dal cinema, alcuni pischelletti dicevano cose come “aho… ma quindi Ardo Moro era ‘n fascista se l’hanno rapito ‘e zecche!” (stesso aggettivo affibbiato a chi non esprimeva giudizi schiettamente positivi sulla pellicola bellocchiesca). Per questo, secondo me, il cinema di Bellocchio, nonostante sia spacciato come cinema di impegno più etico che politico, vuole mostrare agli spettatori (quelli più influenzabili) l’umanità e la concretezza di idee che aveva quella gente che, come ci vuole indurre a pensare il regista, la massa superficiale di gente considera ed ha considerato meramente dei criminali. Quali personaggi criticano le BR nel film? gli amici saputelli della brigatista Chiara, le vecchie ignoranti dell’autobus… ecc ecc; tu, spettatore ignorantello di 17 anni che vedi BuongiornoNotte a chi ti senti più vicino? Al brigatista magari un po’ estremo ma comunque voglioso di migliorare il mondo? Oppure alla vecchia ignorante che dice “Ardo Moro sì che era una perzona tanto cara!”? “sono uno spettatore diciassettenne ignorante che vuole capire la storia italiana grazie ad un film, e, effettivamente, mo che ce penso è vero… condanniamo i brigaDisti solo per uno sbaglietto che hanno fatto… ma alla fine, a parte Moro, che hanno fatto de male? anzi volevano distrugge l’ipocrisia della classe politica dominante, volevano da il potere ai proletari! E poi pure quel vecchio del film (Moro) l’ha detto, che se ammazzavano lui poi la gente ne avrebbe approfittato per dare contro ai poveri brigatisti, forse non dovevano ammazzarlo alla fine del film… ma me pare che manco muore, l’ho visto che andava via! Ah no, quello era un sogno della protagonista! E beh, a maggior ragione! Lei manco voleva fallo fuori!” - si, ma quello è un film! non è mica morto solo Moro, pure un po’ di giornalisti, magistrati, altri politici e relative scorte! Hanno fatto anche questo i brigatisti (che si scrive con la “T”) “macchè! A fascista! quelli ar massimo se magnavano ‘na minestrina! L’ho visto sul film!
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