Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour (1924)
Con Jean Borlin, Man Ray, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Eric Satie
La trama
René Clair occupa un posto di riguardo nel cinema d'avanguardia degli anni '20. Entr'acte (1924), il suo secondo film, costituisce uno dei sacri testi del movimento surrealista: nato da un soggetto di Francis Picabia, accompagnato dalle musiche di Satie, interpretato da questi e altri celebri artisti è una deliziosa e irriverente messa a frutto delle tecniche poetiche del gruppo guidato da Breton. Le voyage imaginaire (1925) è una storia d'amore sospesa con grazia infantile tra sogno e realtà. La Tour (1928) documenta in settantacinque inquadrature più vicine alla visione cubista la bellezza tesa e metallica della Tour Eiffel.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 05/03/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
"Entr'acte" è pura libertà artistica in movimento, in cui non vige (ovviamente) la logica razionale. La narrazione procede per libere espressioni casuali, dando la priorità all'immaginazione spontanea in un'atmosfera dagli evidenti contorni ludici e beffardi.
Un vortice visivo dove la musica di Satie ha una funzione fondamentale nel "dirigere" le azioni burlesque. Cannonate sparate in faccia al pubblico (da Satie e Picabia); una sensuale ballerina con..."sorpresa" (ripresa da sotto le gonne); un cacciatore di palloncini d'acqua; e le strepitose sequenze del corteo funebre guidato da un dromedario....
Clair dà grossa importanza al montaggio, vero e proprio creatore di illusioni, di nuove forme. Rallenta le corse forsennate trasfigurando il corteo in un buffo quanto goffo balletto per le strade; ma a determinati istanti pigia sull'acceleratore e fa deflagrare le azioni. Nel finale, poi, squarcia letteralmente lo schermo e pone la parola "fine" alla sua opera a calci in faccia....rewindizzati.
Oltre ai già citati Picabia e Satie, compaiono anche (durante una partita a scacchi) Marcel Duchamp e Man Ray.
"Entr'acte non crede in molte cose, se non forse nel piacere della vita; crede nel piacere dell'invenzione, e non rispetta nulla, oltre al desiderio di scoppiare a ridere"
Francis Picabia
ATTENZIONE: Film.tv in maniera erronea raggruppa sotto la stessa scheda "Entr'acte, Voyage imaginaire e La Tour"; ovviamente è un errore, poichè sono tre opere distinte e di periodi diversi. Inoltre, non si capisce perchè "Entr'acte", uno dei manifesti del cinema dada, non faccia parte della scheda "Antologia dada e surrealista", benchè anch'essa sia errata per il fatto di contenere diverse opere (tra cui "Un chien andalou" di Bunuel o "Anemic Cinema" di Duchamp) che non sono state realizzate per un lavoro d'insieme, ma sono corpi a sè.
Ho già segnalato il "problema" allo staff, ma mi sembrava doveroso qui evidenziarlo.
15 ottobre 2011 Opinione di Leo Maltin su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
In realtà avrei voluto dare OTTIMO, ma il primo titolo non era disponibile a parte. A mio giudizio, Entr’acte è un vero capolavoro cinematografico: le varie scene sembrano susseguirsi senza alcun criterio, per giungere al crescendo finale meraviglioso per ritmo e trovate; ma dietro l'apparente mancanza di organicità si possono riscontrare analogie tra forme e oggetti allo scopo di demolire la comune percezione del reale. E poi, volete mettere il divertimento nel riconoscere i celebri...
voto al film: 
8 marzo 2010 Opinione di OGM su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
Entr'acte. René Clair ci mostra cosa accadrebbe se, un giorno, la visione cinematografica smettesse di essere affidabile, e decidesse di trasgredire i canoni che, di norma, consentono all’occhio pigro di adagiarsi sulla tranquillizzante e benevola coerenza del flusso delle immagini. La macchina dell’illusione potrebbe ribellarsi alla nostra passività di spettatori e, capricciosamente, divertirsi ad infrangere le nostre abitudini e a tradire le nostre aspettative....
voto al film: 
5 marzo 2010 Opinione di carlos brigante su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
"Entr'acte" ("Intervallo") è un'opera di 20 minuti di Renè Clair che venne proiettata nel 1924 come intermezzo al balletto, "Relache" ("Riposo"), realizzato da Francis Picabia. Le musiche di entrambe le rappresentazioni portano la firma di Erik Satie. Nella sala in perfetto gusto (sbeffeggiante) dadaista, spiccavano scritte del tipo: "Se non sei soddisfatto, vai al diavolo!" "Entr'acte" è pura libertà artistica in movimento, in cui non vige (ovviamente) la logica...
voto al film: 
15 marzo 2008 Opinione di kotrab su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
Per un musicista appassionato anche di cinema e amante del surrealismo come me non poteva certo mancare la visione di Entr'acte. 7 1/2
voto al film: 
14 settembre 2006 Opinione di Zarathustra su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
Il film di Renè Clair è del 1924, in quell'epoca si era nel pieno delle avanguardie cinematografiche e Picabia cercava un "intermezzo" da inserire nel suo spettacolo "Relache" (che era uno spettacolo di balletto). Renè Clair era allora già regista ed aveva già fatto un film dal titolo "Paris qui dort" che era uscito l'anno prima; Picabia commissionò il lavoro al giovane francese dandogli degli appunti dai quali far venire fuori il piccolo film. In questi si parlava di guantoni bianchi...
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26 ottobre 2003 Opinione di valien88 su "Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour"
Un favoloso film surrealista, ricco di immagini, di sensazioni, di situazioni. Crea un'atmosfera magica molto emozionante. Il regista si è divertito a giocare con la macchina da presa, infatti porta tutte le sequenze agli estremi (non che sia un difetto) usando ralenti e dissolvenze (e facendo fuoriuscire un uomo dalla scritta "Fine" nell'ultima sequenza).
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