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Ecce Bombo

Regia di Nanni Moretti vedi scheda film

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La recensione su Ecce Bombo

di maso
8 stelle

Ancora oggi il miglior film di Moretti secondo me, un home movie per il cinema che maschera con una velata comicità surreale la tristezza totale che aleggia su tutti i personaggi salvo qualche donna cinica o disinibita che capita sulle piste del protagonista.

Michele Apicella (Nanni Moretti) è un ex sessantottino dall'esistenza svuotata e la sua vita è un corollario di piccole e grandi amarezze giornaliere che come le vignette di un fumetto compongono il film: miracolosamente prende forma una trama che ha non si sa come una continuità narrativa sostenuta dai dialoghi piuttosto che da una vera e propria storia che in definitiva non c'è.

Apicella è un ultraventenne a cui piace scopare per distrarsi un po' e non pensare alle magagne che l'età adulta sta per consegnarli per mano di tutti quelli che gli ronzano intorno, la mia interpretazione su questo aspetto del personaggio è cinica quanto il personaggio stesso ma è evidente per me il fatto che Apicella c'ha una tipa attrice che la da al regista per fare carriera e probabilmente di li a poco non la darà più a lui ma ad altri registi per fare carriera, la moglie del suo amico che probabilmente la darebbe a tutti e due, l'ex compagna di liceo che dichiara apertamente che vive alla giornata di esperienze e fa "cose" e cosa si fa prima di tutto se sei una freakkettona fankazzista e senza un lavoro preciso, la vecchia fiamma che non vuole fare l'amore perchè rabbrividisce nel pensare di darla ad uno che va al cinema da solo e alla fine Michele che doveva essere l'unico a non dover fare visita ad Olga la schizzofrenica è il solo che ci va e forse ci andrà anche a letto sempre perchè l'amore fisico spegne per poco i boati frastornanti dei problemi esistenziali che lo affliggono.

Oltre alla sgonfia sfera sessuale continuamente bisognosa d'aria Michele è giornalmente gomito a gomito con la mamma frustrata alla quale non concede nemmeno la licenza di un articolo davanti ai nomi propri, troppo nordico ti pare, siamo a Roma mica a Milano, e un papà che non deve essere tale soprattutto con la sorellina Valentina che fa crepare di invidia Michele perchè sta vivendo quello che lui ha appena vissuto e in una scena di aggregazione con i compagni di classe discute se occupare o no, l'occasione è ghiotta per il Moretti regista di dimostrare di avere talento con un semplice e geniale carrello all'indietro che allarga il frame creato dalla porta della stanza di Valentina fino ad annettere nell'inquadratura il Moretti attore pietrificato dalla nostalgia per la condizione di studente politicamente attivo che non c'è più.

Tale condizione di politicante disattivato ha colpito anche il suo gruppetto di amici studenti universitari che sono uno spasso, durante le loro riunioni di partito peRso e non pReso: c'è Vito che sfoggia una barba da rabbino ebreo e fa anche il radiofonico in una emittente privata, si sorbisce spesso gli sfoghi di uno studente che FA FINTA, cioè finge di essere felice, roba da sbellicarsi dalle lacrime e non dalle risate ogni qual volte entra in scena mentre ancor più da temere è Mirko con le sue figurazioni alla Bodlaire tanto che all'ipotesi di suicidio viene sommerso dagli applausi.

Moretti da anche due scudisciate violentissime ai maestri Manfredi e Sordi che spesso hanno impugnato pacchetti di Marlboro nei loro film in modo che si vedesse bene con che marca si avvelenavano e per l'Albertone nazionale c'è anche una picconata forte ed esplicita sul suo cinema giudicato qualunquista che si rispecchia nella figura di un avventore qualunquista che non concepisce un'Italia industriale ma la vorrebbe ancora pastorale.

Alla fine, anche se la scena è nel mezzo, si attende un sole che illumina dal mare ma la confusione è tale che per Michele e i suoi amici spiaggiati ad Ostia il sole sorge ovviamente alle loro spalle e alla facciaccia loro mentre uno straccivendolo con la sua bici munita di cesto dove buttare gli scarti urla ECCE BOMBO e li chiama a scaraventarsi fra i suoi rifiuti da recicare, quello che sono adesso.

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