Dogville (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dogville: minimo
Ritmo ritmo in Dogville: minimo
Impegno impegno in Dogville: forte
Tensione tensione in Dogville: forte
Erotismo erotismo in Dogville: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Dogville

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Dogville (voti: 268 media: 3,79) 268

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locandina di Dogville

03/08/2011

Lars von Trier: "E' terribile" - il manifesto

Per Lars von Trier è stato un brutto colpo scoprire che tra i film preferiti di Anders Breivik, il killer dell'isola di Utoya, ci sia il suo...

di Filmoski

La trama

Le peripezie di una fuggiasca nella profonda provincia americana.

1930: a Dogville, uno sperduto villaggio delle Montagne Rocciose, arriva la bella Grace. Sulle sue tracce ci sono due spietati killer: grazie all'intercessione di Tom, portavoce della comunità, Grace ottiene ospitalità e protezione a patto che sia disposta a lavorare per il bene comune. Quando gli abitanti di Dogville scoprono che la donna è ricercata, avanzano nei suoi confronti sempre maggiori pretese. Ma lei nasconde un segreto che li farà pentire amaramente...  

Il primo segmento della nuova trilogia di von Trier sull'America è un film di testa e d'emozioni. Film di testa: _Dogville_ è un'astrazione disegnata sul pavimento di un set che è un palcoscenico tra Brecht e Ronconi, i personaggi corrispondono agli stereotipi dei romanzi (e dei film) su una qualunque piccola città, il racconto è diviso in un prologo e nove capitoli, ci fa da guida la voce di un narratore. Film di emozioni: basta che la macchina da presa si avvicini al volto di Grace o di uno degli abitanti di Dogville e dimentichiamo di essere su un set, entriamo in un labirinto di passioni represse, voglie mai sfogate, ipocrisie, odiosità, umiliazioni. _Dogville_ è un atto di fede nel cinema e insieme una dimostrazione della sua falsità. È anche una specie di inno a un'attrice, Nicole Kidman, diafana forte leggera decisa, che percorre il film con appassionata accortezza e penetrante partecipazione. L'immorale von Trier può anche darsi che sia un impostore, come dicono i suoi denigratori. Non c'è neppure l'ombra della realtà in _Dogville_, c'è solo un set.

La recensione di FilmTv

Di Bruno Fornara - FilmTV n. 46/2003

Tra Brecht e Ronconi il primo atto della trilogia di Von Trier dedicata agli States. Intenso, emozionante, claustrofobico, sorprendente. Con una grande Nicole Kidman

Questa è la recensione del Dogville che abbiamo visto a Cannes, con i suoi 178 minuti, prima avvolgenti, poi travolgenti, verso la fine, quando tutto prende a scivolare sulla china del disvelamento e di un’inattesa svolta e rivolta. All’edizione italiana mancano purtroppo quasi tre quarti d’ora. Così va il mondo del cinema.
Un paese sulle Montagne Rocciose. Un set in uno studio da cui non si esce mai. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 10/06/2012 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Umanamente scorretto. E' questa la prima espressione che viene in mente per descrivere Dogville, ad oggi, una delle migliori tra le opere di Lars Von Trier, regista difficile, strano, ma sempre intrigante, forse proprio per la 'demonizzazione' che l'opionione pubblica ha fatto della sua filmografia. Dogville è una cittadina asettica: poche persone, davvero poco, che si conoscono tutte, si amano tutte, non escono mai dal paese e vivono grazie a quel poco che riescono a racimulare. Vivono felici, per lo più, senza raccogliere nè volere noie di qualunque tipo. Le cose cambiano quando entra nel giro degli eventi della città la bella e sperduta Grace, ricercata da un gruppo di killer per non si sa cosa. Tom, scrittore fallito della cittadina, la accoglie amorevolmente, cercando di farle ritagliare un posto nella comunità.Tutto va decisamente bene, fino a quando, gli abitanti della città cominceranno davvero a far vedere il loro vero volto. Rappresentazione teatrale, brechtiana, impossibile, quella che Von Trier chiama in gioco in Dogville, film difficile da giudicare realmente, a causa della complessità dei temi. C'è, da una parte, la cittadina scura, senza contatti con il mondo, in cui gli abitanti hanno proprio paura di ciò che si trova al di fuori della comunità; la fittizia accoglienza, i sorrisi falsati, l'amicizia recitata dagli abitanti su Grace, allo scopo di ingannarla; la meschinità umana, quando i cittadini si rendono conto di poter fare di Grace quello che vogliono, tramite ricatti; la conclusione, con la vendetta di Grace, brutale. Il film è diviso in 9 capitoli più un prologo, che delinea la presentazione della cittadina e dei suoi abitanti. Man mano che si passa di capitolo in capitolo, il respiro narrativo diventa sempre più flebile, l'aria sembra più rarefatta, fino all'esplosione finale. Von Trier rifiuta di delineare psicologicamente i personaggi di contorno alla vicenda, gli abitanti, dei quali conosciamo solo i nomi e gli impieghi, proprio per descriverne la mancanza di umanità, che alla fine è il tema principale del film. Mancanza di umanità che questi esprimono in due modi principali: per le donne è la violenza, non solo fisica(la distruzione delle statuine di Grace ad opera della donna che credeva che lei fosse l'amante del marito); per gli uomini il sesso(in una celebre scena del film, Tom dice 'tutti gli abitanti di questo paese hanno avuto il tuo corpo tranne me'). Von Trier rinnega il manifesto che era stato del suo cinema. Dogma 95 non esiste più: stavolta in suo film c'è un set, luci artificiali, attori non proprio spontanei. Interessante inolte è come il danese rende la personalità femminile del suo film: Grace, che sembra un'ingenua e impaurita, ma splendida Nicole Kidman, in un ruolo decisamente significativo, ma che nel finale del film riuscirà a ribaltare il suo punto di vista. Dopo un acceso dialogo con il padre(in cui si scoprirà che Grace era fuggita di casa per non 'intraprendere la carriera' da gangster del padre), la donna viene convinta che l'uomo non può perdonare un altro essere umano che gli fa del male, solo perchè è nella sua natura('Ai cani, si possono insegnare tante cose, ma non se li perdoniamo ogni volta che obbediscono alla loro natura' dice il padre di Grace), e quindi opta per una vendetta equa. Il finale del film, tra i più brutali e a sorpresa del cinema europeo moderno, rappresenta un ulteriore rovesciamento della medaglia nel film. Questo si vede soprattutto quando Grace affronta alla fine Tom, colpevole di averla tradita, e si vendica perfino su di lui. Dall'inizio Von Trier aveva disseminato di indizi alla fine il rapporto tra i due, che si piacciono a vicenda ma che non hanno il coraggio di amarsi, e che alla fine si lasciano nel peggiore dei modi. La lontananza dall'umanità, non solo nella morale, ma anche nel set del film, è, probabilmente, il tema dominante del quasi capolavoro di Lars Von Trier. Un film di 3 ore, dalle incredibili sfaccettature e con un finale anti-lieto fine. Perchè è questo ciò che merita l'umanità.
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SI

Opinioni su Dogville


5 aprile 2013 Opinione di movieman su "Dogville"
movieman

Un interminabile supplizio.

voto al film: movieman assegna il voto mediocre a Dogville (2003)


30 giugno 2012 Opinione di TheWarOfEcho su "Dogville"
TheWarOfEcho

Il capolavoro di Von Trier. Con il semplice uso di un teatro e di gessetti per contraddistinguere i vari luoghi, il regista danese tira fuori una completa analisi delle personalità e dei comportamenti umani. Discorso finale fra Grace (una bravissima e bellissima Nicole Kidman) e suo padre da ascoltare e riascoltare.

voto al film: TheWarOfEcho assegna il voto ottimo a Dogville (2003)



10 giugno 2012 Opinione di Viola96 su "Dogville"
Viola96

Umanamente scorretto. E' questa la prima espressione che viene in mente per descrivere Dogville, ad oggi, una delle migliori tra le opere di Lars Von Trier, regista difficile, strano, ma sempre intrigante, forse proprio per la 'demonizzazione' che l'opionione pubblica ha fatto della sua filmografia. Dogville è una cittadina asettica: poche persone, davvero poco, che si conoscono tutte, si amano tutte, non escono mai dal paese e vivono grazie a quel poco che riescono a racimulare. Vivono...

voto al film: Viola96 assegna il voto buono a Dogville (2003)

4 commenti
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13 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Dogville"
marcopolo30

La continua ricerca di qualcosa di diverso, di personale, fa certamente onore a Lars Von Trier. E anche questo “Dogville”, al pari di tutte le altre sue opere (di quelle 5 o 6 che ho visto io, quanto meno) possiede un innegabile dose di carisma. Sfortunatamente l'idea di allungare un film così ultra-statico come “Dogville” per quasi due ore e mezzo ha il suo prezzo. Un prezzo chiamato noia.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Dogville (2003)



13 novembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Dogville"
Kurtisonic

Lars Von Trier  posa un altro mattone nel muro del suo pessimismo. Per semplificare  i tempi di una narrazione che necessita di un crescendo drammatico e consapevole, il regista decostruisce, rivoluziona l'aspetto visivo più evidente, confonde i parametri spazio-temporali in un ambiente artificioso. Il set è parzialmente riprodotto, il villaggio di Dogville è rappresentato su di un palcoscenico teatrale, gli ambienti disegnati per terra sono inesistenti, pochi oggetti sono...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Dogville (2003)

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26 aprile 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Dogville"
giorgiobarbarotta

Dogville, letteralmente: la città del cane. Ma anche città dei cani o città cane. Come a dire: la civis tenuta o che tiene al guinzaglio, che dà (mafiosamente) in cambio di, miglior amica dell’uomo ma pur sempre ringhiosa e pronta a mordere, animale sociale eppure, all’osso, animale, istinto primordiale. Forse la forma istituzionalizzata e accettata della comunità si può dire migliore della violenza e dell’egoismo gangstaristico?...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

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15 aprile 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Dogville"
Utente rimosso (pgll)

A dispetto di quanto osservato da alcuni ho trovato Dogville per nulla noioso. Anzi dal punto di vista del "plot" direi coinvolgente. La progressiva discesa agli inferi di Grace ottimamente interpretata da Nicole Kidman (a me piace, che vi devo dire?), e così gli altri caratteri, tutti centrati. Mi lascia un po' perplessa la decisione stilistica di estrema astrazione teatrale (per altro non proprio originale) ed il messaggio finale. Come se, prendendo la mira sulla sagoma (e quindi...

voto al film: Utente rimosso (pgll) assegna il voto buono a Dogville (2003)

nessun commento
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4 aprile 2011 Opinione di ViolettaBeauregarde su "Dogville"
ViolettaBeauregarde

Lars Von Trier ambienta questo dramma umano in un palcoscenico dove la sensazione di chiusura della comunità di Dogville diventa ancora più amplificata fino a dimostrare allo spettatore la claustrofobia in cui vive l'umanità a contatto con la diversità.

voto al film: ViolettaBeauregarde assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

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29 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Dogville"
LIBERTADIPAROLA75

Questo primo capitolo della trilogia sulla Storia Americana di Lars Von Trier è un curioso esperimento che abbina il verismo (l'uso della macchina a mano come il "dogma" insegna) alla falsità (il set è un palcoscenico senza edifici, la recitazione è teatrale) per rappresentare il significato della cinepresa. Nonostante si tratti di cinema alternativo la narrazione tiene icollati allo schermo in attesa dello scatenarsi degli eventi (soprusi e umiliazioni ma crudo...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

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26 gennaio 2010 Opinione di LAMPUR su "Dogville"
LAMPUR

Storia dell'esemplare ricostruzione record post terremoto abruzzese. Le nuove case affidate ad un geniale team di architetti dell’amore e disegnate interamente col gessetto favoriranno la socializzazione e lo scambio di opinioni, d’estate saranno ventilate e d’inverno permetteranno ai bimbi di giocare con la neve direttamente nella loro stanzetta. Inoltre la creatività nell’arredamento potrà raggiungere vette mai immaginate prima: basterà munirsi...

voto al film: LAMPUR assegna il voto buono a Dogville (2003)

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