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Auto Focus

Regia di Paul Schrader vedi scheda film

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La recensione su Auto Focus

di speedy34
8 stelle

"Un normale uomo americano a sangue caldo , pazzo per le tette" : ecco come si descriveva Bob Crane, attore bello ed affascinante, celebre per avere interpretato il ruolo del protagonista della fortunata serie televisiva "Gli eroi di Hogan" (1965-1971) e dalla vita extraconiugale ricchissima di avventure e relazioni amorose. Una vita come tante... con qualche perdonabile vizio... ma non scordiamoci che siamo nell’America puritana a cavallo tra la Guerra del Vietnam e la consapevolezza della perdita della propria innocenza ... gli anni in cui essere una stella di Hollywood ti dava un potere illimitato ma ti costringeva anche al giudizio impietoso del tuo pubblico che infatti, scoperta la passione di Crane per la pornografia, non esitò a metterlo al rogo nel simbolico sacrificio per un Paese meschino e moralista. Così dopo Patty Hearst, Mishima, Jake La Motta, il regista Paul Schrader ("American Gigolò". "Affliction") è ritornato dietro la macchina da presa per realizzare un nuovo film incentrato su un personaggio realmente esistito come Bob Crane incuriosito dalle antitetiche sfaccettature della personalità di un uomo che per tutta la vita ha desiderato di essere un tipo a posto e di condurre una vita "normale". Nessun rischio di una cinebiografia patinata nelle intenzioni del regista, nessun santino edulcorato a solleticare e mistificare i fatti di una realtà dura e spietata ma da acuto e corrosivo testimone di un’America "brutta, sporca e cattiva" Schrader non ci fa alcuno sconto nella sua cronaca della lenta ed inesorabile discesa negli inferi del suo "eroe" a stelleastrisce". Spazio così per la cultura pop americana, per il quadretto familiare felice e perfetto, per il glamour ed ingenuità di uno star system illusorio e parimenti identica attenzione per le ossessioni proibite di Crane (gli piaceva filmare le sue avventure sessuali che poi montava personalmente!) ed i lati oscuri della sua amicizia con il "socio" John Carpenter che oltre a fornirgli l’attrezzatura video è il principale tentatore ed organizzatore delle notti proibite e segrete di Crane. Rapporto quest’ultimo che Schrader esplora a fondo nei suoi aspetti più perversi e morbosi e che condurrà all’uccisione di Crane in un’anonima stanza d’albergo gettando una pesante ombra sulla figura di Carpenter... anche se le cronache giudiziarie (dopo l’iniziale arresto) ci informano della sua assoluzione e del mistero ancora irrisolto di questo omicido (il film è tratto dal romanzo "The murder of Bob Crane" di Robert Graysmith). Ma se "Auto Focus" colpisce nel segno ("L’autofocus non era stato ancora inventato all’epoca di Crane e quindi non si riferisce al dispositivo della macchina fotografica ma al tema del film che è l’egoismo... infatti Auto vuol dire self, se stesso e quindi al voler mettere a fuoco solo il proprio io" spiega il regista) è per la straordinaria prova di Greg Kinnear e Willem Dafoe: il primo, nei panni di Crane, disegna un indimenticabile ritratto di un attore/uomo della porta accanto e marito ideale di tutte le fidanzate d’America dai chiaroschuri e dalle sfumature inquietanti mentre Dafoe mette abilmente la sua fisicità ambigua al servizio di un personaggio come John Carpenter che entra di diritto nella galleria dei più seducenti e pericolosi angeli tentatori dello schermo cinematografico.

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