Confessioni di una mente pericolosa (2002)
Con Sam Rockwell, George Clooney, Drew Barrymore, Julia Roberts, Rutger Hauer
La trama
La controversa storia di un divo della Tv americana.
Chuck Barris ha una doppia vita: di giorno è un celebre conduttore di show televisivi, ideatore del "reality show" (autore di programmi come _The Dating Game_, conosciuto anche in Italia col titolo _Il gioco delle coppie_); di notte si trasforma in uno spietato agente della Cia, con una predilezione per gli omicidi efferati. Ma quando l'amore entra nella sua vita, la situazione è destinata a cambiare...
Una sceneggiatura di ferro (di Charlie Kaufman, autore di _Essere John Malkovich_ e _Il ladro di orchidee_), un protagonista (Sam Rockwell) che ha stampati in testa i giovani Hoffman/Pacino/Nicholson, una messa in scena che certamente è memore di _Lenny_, _Conoscenza carnale_ e _Il re dei giardini di Marvin_. L'esordio alla regia di Clooney è un film ambizioso e imperfetto (qualche preziosismo di troppo, qualche eccesso di scrittura e di rifinitura) che però ha l'enorme pregio di essere pessimista, non conciliatorio, sgradevole e "non concluso".
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 18/2003
George Clooney sceglie per il suo esordio come regista la storia di un divo della Tv Usa dalla doppia vita. Un film ambizioso, imperfetto ma comunque interessante
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 27/05/2012 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
“Nel futuro ognuno sarà celebre per quindici minuti”
Andy Warhol
Debutto alla regia di George Clooney che decide di narrare la vera storia di Chuck Berris, inventore di giochi come “Il gioco delle coppie” e “La Corrida” (esportati e divulgati in maniera epidemica dal Grande Silvio per istupidire il nostro paese) e contemporaneamente agente CIA in lotta contro la grande piaga mondiale del Comunismo. Sam Rockwell è una gradita sorpresa e riesce a interpretare un ruolo molto difficile, quello di uno schizofrenico che pur dotato di grande sensibilità e intelligenza, si guadagna da vivere inventandosi della spazzatura televisiva (la moderna TV trash). Ma in fondo il nostro Chuck è insoddisfatto e problematico e sfoga il suo lato oscuro uccidendo soggetti sgraditi (33 in tutto, tutti sporchi comunisti pericolosi per la democrazia mondiale) e arrivando alla paranoia e all’isolamento in uno squallido albergo di NY. Il marcio che l’americano medio porta dentro fa aumentare l’audience ma naturalmente scattano le ipocrisie e le morali bigotte (si fa ma non si dice) e lo stesso Chuck si rende conto di essere facile bersaglio (non solo delle talpe della CIA). Clooney è molto bravo nel non accontentarsi di raccontare una storia ma di deformare l’occhio narrante in visioni e allucinazioni. Riuscite sono le scene dei ricordi di una vita che si muovono come sfondi di set cinematografici o la gigantografia della madre di Chuck, causa di tutte le ossessioni sessuali, che sovrasta il piccolo Chuck e ne determina la idiosincrasia al matrimonio (e l’odio della coppia media americana). Personaggi di contorno ben delineati, su tutti il tedesco di ghiaccio Rutger Hauer (che vuole essere immortalato mentre uccide) che enuncia i dettami filosofici del perché si commette un assassinio. George Clooney convincente nel ruolo del reclutatore e spaventoso nella scena della piscina (piccola citazione di Sunset Boulevard). Spassosi momenti che stemperano la tensione come quelli dei provini delle cinesine (la voglia di uccidere può talvolta essere giustificata da una straziante prestazione canora) e del falso Elvis Presley che storpia “I Can’t help falling in love with you” mentre scorrono le immagini di Chuck e la sua compagna Penny Drew Barrymore (e di Chuck con l’amante Patricia Julia Roberts) in un feroce attacco distruttivo ai falsi miti della coppia felice.
Insidioso e volgare, cinico nel mostrare la voglia di esibizionismo mediatico dell’americano medio, Chuck ha però l’intelligenza di non farsi incastrare e uccidere dal sistema (televisivo e spionistico) e se ne tira fuori con la follia, con l’autoemarginazione. “Non voglio più uccidere la gente, voglio farla divertire” urla il nostro agente segreto ma sa di essere diventato la tristezza di un paese in fase di regressione infantile. Tutta la volgarità televisiva, tutta la violenza omicida conducono Chuck al delirio paranoico, nella terra di nessuno di un anonimo hotel di NY, dove solo lo scrivere le proprie memorie può curare la “dangerous mind”. Chuck in piena agitazione psicomotoria, impazzisce sotto gli occhi delle telecamere in diretta televisiva, mentre si alternano flashback dell’infanzia di Chuck, La steady cam gli ruota attorno accentuando la dimensione allucinatoria degli avvenimenti e qui Clooney dimostra di essere un grande regista. Tutti gli spettatori morti, accatastati sulle gradinate del palco sono un piccolo gioiello di capacità inventiva. Il Chiaro di Luna di Chopin commenta l’impossibilità dell’amore vero (NO LOVE) e l’ineluttabilità della mediocrità (“io mi odio per come ho vissuto…sono io che sono inferiore, dico cose già dette”). Il matrimonio finale è adombrato dalla morte (una bara, le apparizione dei fantasmi del rimorso di coscienza): dovrebbe vincere “chi non si fa saltare le cervella, il premio è un frigorifero” ma Chuck sa che in questo vecchio gioco, perderà.
Autoironica apparizione di Brad Pitt e Matt Damon scartati al gioco delle coppie per uno “scapolo ciccione del cazzo” (ma le apparenze ingannano….)
- negative [15]
- sufficienti [17]
- positive [50]
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8 dicembre 2012 Opinione di heat75 su "Confessioni di una mente pericolosa"
Tratto dall' autobiografia (vera o falsa?) di Chuck Barris, famoso autore e conduttore della tv americana, che nel libro racconta di aver ucciso per la C.I.A. 33 persone come "2° lavoro". Il film, che segue l' ottima sceneggiatura di Charlie Kaufman, lascia decidere il pubblico se la storia e' veritiera o meno. La regia, inizialmente assegnata a Bryan Singer, e' affidata poi a George Clooney, che al suo esordio sorprende per lo stile e le idee..per farsi un' idea e' da vedere come...
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28 settembre 2012 Opinione di Argan su "Confessioni di una mente pericolosa"
La vita di Chuck Barris, che ha messo in circolazione ripugnanti programmi idioti e decadenti che hanno contribuito sicuramente al degrado sociale sia americano che mondiale, ma il noto presentatore è stato anche un killer della CIA, anche se ovviamente la CIA non ha confermato nessun legame. Solitamente non amo i film biografici, perchè dovendosi attenere alla realtà, minano la fantasia dei registi, e presentano solitamente una certa linearità e prevedibilità, ma "Confessioniu Di Una...
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27 maggio 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Confessioni di una mente pericolosa"
IL DECLINO DELL'IMPERO AMERICANO “Nel futuro ognuno sarà celebre per quindici minuti” Andy Warhol Debutto alla regia di George Clooney che decide di narrare la vera storia di Chuck Berris, inventore di giochi come “Il gioco delle coppie” e “La Corrida” (esportati e divulgati in maniera epidemica dal Grande Silvio per istupidire il nostro paese) e contemporaneamente agente CIA in lotta contro la grande piaga mondiale del Comunismo. Sam Rockwell è una gradita...
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13 ottobre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Confessioni di una mente pericolosa"
Film coraggioso tanto nell'idea quanto nella realizzazione. A volte quasi sembra voler rievocare atmosfere e temi di “Psyco”. Il finale mi ha però lasciato un po' perplesso, perché in quel momento, col senno di poi, mi è parso che l'intera storia fosse molto meno solida di quanto mi fosse apparsa un'ora prima.
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17 luglio 2011 Opinione di zurzy su "Confessioni di una mente pericolosa"
prolisso, sciatto e noioso; vuole essere cult, riesce solo ad essere trash; uno dei peggiori film che abbia mai visto
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4 agosto 2009 Opinione di jonas su "Confessioni di una mente pericolosa"
All’epoca della guerra fredda un presentatore contribuisce fattivamente al sorgere della tv spazzatura e a tempo perso compie mirabolanti gesta (immaginarie, non credo si possano avere dubbi sulla sua mitomania) per conto della CIA. Il film ha un’aria bizzarra che all’inizio lascia perplessi, ma piano piano avvince: in apparenza il tono è leggero e su di giri (grazie soprattutto all’allegria sprizzata da Drew Barrymore), poi vengono fuori le miserie di una...
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13 aprile 2009 Opinione di Utente rimosso (Bright Parker) su "Confessioni di una mente pericolosa"
“Mi chiamo Charles Hirsch Barris. Ho scritto canzoni pop e sono stato un produttore televisivo. Sono responsabile di avere inquinato l’etere con dell’intrattenimento puerile e intorpidente. Inoltre ho ucciso 33 esseri umani.” Ormai al carissimo e sempre elegante George Clooney comincia a pesare la sua immagine dalla quale traspare solo ed esclusivamente il suo fascino che ha fatto e fa tuttora impazzire milioni di donne e, perché no, anche uomini in tutto il mondo. Decide così...
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30 dicembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Confessioni di una mente pericolosa"
Una mente pericolosa al servizio di un organizzazione ancora più pericolosa.La storia presunta vera è quella del creatore di tanti format televisivi di successo(anche qui da noi in Italia)e che negli anni 50 rappresentò una sorta di spartiacque con la sua idea di televisione di più basso livello culturale ,per non dire spazzatura, legata alle fisime e alla creatività di perfetti signori nessuno che grazie all'esposizione pubblica televisiva assurgono a personaggio da essere mandato in...
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27 maggio 2008 Opinione di chribio1 su "Confessioni di una mente pericolosa"
film che nonostante il cast stellare mi e' sembrato piatto e superficiale.voto.5.
voto al film: 
10 gennaio 2008 Opinione di marinobg su "Confessioni di una mente pericolosa"
molto bello
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- negative [15]
- sufficienti [17]
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