Sebastiane (1976)
Con Leonardo Treviglio, Barney James, Neil Kennedy, Richard Warwick, Lindsay Kemp, Donald Dunham, Daevid Finbar, Ken Hicks, Stefano Massari, Janusz Romanov
La trama
Rilettura in chiave decadente del mito del famoso martire cristiano.
III secolo d.C.: il milite romano Sebastiano da Narbona viene confinato su un'isola con otto compagni dediti ai piaceri del corpo. Il comandante del plotone si innamora di lui, ma Sebastiano resiste eroicamente alle tentazioni della carne.
Il martirio delle frecce si trasforma in un'estenuante seduta psicanalitica, fatta di godimento masochistico e pulsioni omosessuali. Primo lungometraggio di Jarman: faticoso e intellettualistico, a partire dalla scelta di far parlare gli attori in latino (storpiato, va da sé, da una pesante cadenza inglese). E neppure la colonna musicale di Brian Eno contribuisce a rendere l'insieme meno indigesto.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 01/05/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Jarman punta sul fascino verbale del latino (pur anglicizzato), sugli esterni caldi, petrosi e aspri della Sardegna (in parte anche in Inghilterra), sulla lucentezza del sole che bacia o brucia la carne, sulla sensibilità pittorica del colore e dell'inquadratura, sulla dimensione sospesa di un mondo separato dalla civiltà, sempre terreno ma già proiettato in un aldilà, ai confini dello spazio e del tempo, dove il ralenti fa parte dell'ordine delle cose e della percezione, la colonna sonora soffusa, oniricamente straniante e ipnotica di Brian Eno pare una nebbia in ossimoro col paesaggio, ma psicologicamente aderente. L'epilogo col martirio è il contraltare alla furia orgiastica del prologo nel palazzo di Diocleziano. Qui, nella desolazione, si ode solo il fruscio del vento, senza altri eventi sonori: esso crea l'atmosfera di attenzione, di contemplazione e quasi di raccoglimento nei confronti dell'esecuzione, ma, proprio grazie alla sua impalpabilità modellabile, funge da elemento conduttore tra immagine e tatto dello spettatore, il quale riesce così a sentire anche la consistenza fisica dei corpi.
Tutto è concentrato sulla evocazione e sulla metafisica della fisicità, su una concatenazione di appunti quotidiani. 8
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13 gennaio 2013 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Sebastiane"
Quasi trent'anni prima de LA PASSIONE DI CRISTO di Mel Gibson, il giovane artista underground Derek Jarman (qua al suo esordio nel lungometraggio cinematografico, in coppia con Paul Humfress) adatta il linguaggio latino (ma con forte accento inglese negli attori. E questo è uno dei difetti del film!) per un film in costume. La trama è ispirata a una versione apocrifa della storia del martire San Sebastiano, del quale si interessò anche Gabriele D'Annunzio con l'opera "Il martirio di San...
voto al film: 
25 luglio 2010 Opinione di kubritch su "Sebastiane"
Poeticamente metafisico, pasoliniano (se mi passate il brutto attributo) per certi versi, agli antipodi del pragmatismo dei narratori americani. L'uno esclude l'altro. Lo dico solo a beneficio di sintesi. So benissimo che anche gli americani ne sono capaci ma in linea generale non è molto recapito e dunque ri-prodotto. 4 1/2. Ad avercene più poesia anche al cinema.
voto al film: 
1 maggio 2010 Opinione di kotrab su "Sebastiane"
Esordio nel lungometraggio del fuori classe D. Jarman, Sebastiane è una esperienza al confine tra sensorialità ed evocazione estatica in chiave prettamente estetica e poeticamente militante, che ha necessitato di qualche anno e più d'una visione per un personale apprezzamento: la modificazione storica a favore dello sfruttamento ideologico della sensualità del martirio di San Sebastiano indirizza la visione sull'aspetto contemplativo, la contemplazione diventa mistica per mezzo della...
voto al film: 
29 novembre 2005 Opinione di columbiatristar su "Sebastiane"
Un film di indiscutibile bellezza. A volte sembra di essere sospesi nel tempo. Bellissimo e tutto da osservare il panorama che fà da sfondo alla pellicola. Notevolissima la colonna sonora.
voto al film: 
30 settembre 2005 Opinione di sasso67 su "Sebastiane"
San Sebastiano come Santa Maria Goretti? Anche Sebastiano fu martirizzato per non aver voluto cedere alle insane voglie di un bruto? Nel caso di specie il bruto è Severo, capitano delle legioni romane, che si voleva fare perdidietro il giovane soldato Sebastiano. Il quale, già da solo, si era messo nei guai con il suo rifiuto a combattere, dovuto alla conversione al Cristianesimo. Il film di Jarman ("Sebastiane" è il vocativo del nome latino), completamente parlato in latino anni luce...
voto al film: 
2 ottobre 2002 Opinione di zombi su "Sebastiane"
un simbolo,un'icona.un qualcosa da cui poi tutto ha inizio e parte. un film culto,ma anche un cul-movie, per i numerosi e fantastici culi che si vedono per tutta la durata del film.mi ricordo ancora quando sono corso a prenderlo affannato, dopo che un giorno l'avevo visto esposto nella vetrina di una videoteca. era come se stessi andando a prendere della droga e ricordo ancora lo sguardo della tipa dietro il suo computerino quando le ho detto che volevo SEBASTIANE deglutendo non meno di 300...
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