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L'uomo senza passato

Regia di Aki Kaurismäki vedi scheda film

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FABIO1971

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su L'uomo senza passato

di FABIO1971
8 stelle

"Me la presteresti la tua macchina sabato sera?".
"Nella mia vita non ho mai prestato niente. 20 franchi l'ora, più la benzina".
"L'avidità è un peccato mortale!".
"Io svolgo un'attività commerciale, lo Stato protegge il commercio e lo Stato non commette peccati..."
.
[Markku Peltola e Sakari Kuosmanem]

M (Markku Peltola), l'uomo senza passato, giunto in treno a Helsinki, ha perso la memoria ("La mia testa deve essere danneggiata, non mi ricordo nemmeno come mi chiamo"): derubato e malmenato brutalmente da tre teppisti e fuggito dall'ospedale dove l'avevano prematuramente dato per morto, viene ritrovato e accudito dall'energica Kaisa (Kaija Pakarinen) e da suo marito Nieminem (Juhani Niemelä), guardiano notturno in un deposito di carbone, nel container in riva al mare dove vivono. "Non devi arrenderti mai, anche se hai perso la memoria: la vita va avanti, non va mica all'indietro, se no tu saresti nei guai. Fino a dove ti ricordi?", gli domanda Nieminem: "Ero seduto su un treno. Fuori era buio". Nonostante gli sforzi non ricorda nient'altro, ma inizia a organizzarsi una nuova vita e rimedia un alloggio abusivo in un altro container da Anttila (Sakari Kuosmanem), l'avido e squinternato custode del comprensorio di baracche:
"Questa cosa deve restare tra me e te, chiaro? Se le autorità chiedono qualcosa, io ti rinnego tre volte come Pietro rinnegò Cristo intorno al fuoco di carbone".
"Il fatto è che io non so nemmeno chi sono".
"Allora ci dovremo accontentare di un accordo verbale. Diciamo 100...".
"Al mese?".
"A settimana, versati in anticipo ogni lunedì".
"Non è mica poco, però".
"Anch'io devo campare. C'è chi pagherebbe il triplo per una vista sul mare come questa e tu non hai l'aria di uno che ce la farà a superare l'inverno".
"Vedo che tu, invece, sei bello in carne e in salute".
"Il mio metabolismo non ti deve riguardare".
"E la corrente elettrica?".
"Compresa nell'affitto. C'è un palo della compagnia là fuori, ti posso prestare le pinze".
"Quando posso traslocare?".
"Appena io mi giro e non ti vedo".
"E per le chiavi?".
"Vedi una serratura da qualche parte?".
"No".
"Allora non fare il difficile, se no finirà che cambio idea. Un mese d'affitto in anticipo".
"Avrò i soldi già domani, a Dio piacendo".
"Le sue vie sono infinite e a me sono sconosciute, ma se tu non paghi entro domani, io ti mando il mio cane killer a staccarti il naso con un morso"
.
"Tanto il naso dà solo fastidio: fa ombra sul panorama dovunque io vada".
"Però non potresti più fumare sotto la doccia".
Pur senza soldi, nè un sussidio di disoccupazione e neanche la possibilità di lavorare, M si mette comunque all'opera per sistemare il suo alloggio (con tanto di juke box) e darsi una ripulita. Nei contorni confusi di un presente miserevole e ancora avvolto dall'oscurità del passato riconosce subito, però, i palpiti dell'amore: alla mensa per i poveri, infatti, ha incontrato Irma (Kati Outinen), volontaria dell'Esercito della Salvezza. È lei a trovargli un impiego nella sua associazione ed è lei a interessarsi caritatevolmente al suo dramma, fino a scoprirsi anch'essa innamorata. Una ritrovata energia, ispirata dalla vicinanza di Irma, assale e travolge M, finchè, finalmente, affiorano alla mente i primi ricordi: "Un capannone industriale a metà di un lungo rettilineo su un'autostrada. Facevo qualcosa... un calore ardente... una fiamma". Si scopre impresario di rock and roll, contadino e saldatore, il suo vero mestiere, come apprende dalla polizia quando, coinvolto erroneamente in una rapina in banca, viene riconosciuto da sua moglie in una foto segnaletica: "Lei si chiama Jaako Antero Lujanen, è di Nurmes e fa di professione il saldatore. Non capisco come mai sua moglie non abbia denunciato la sua scomparsa". Dopo anni di lontananza da casa, quindi, Jaako torna da sua moglie e apprende i motivi della sua assenza, scoprendo che il loro matrimonio stava naufragando e che lei, non avendo avuto più sue notizie dopo l'ennesimo litigio, aveva nel frattempo ottenuto il divorzio. Dopo averla salutata, Jaako può finalmente tornare dalla sua Irma:
"Non sei stato via tanto".
"No".
"Io ho avuto paura".
"Senza ragione"
.
Resta un "uomo senza passato", ma adesso, finalmente felice, può lanciarsi verso il futuro.

Vincitore del Gran Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes (più la Palma d'Oro a Kati Outinen per la miglior interpretazione femminile), L'uomo senza passato si colloca, per ironia, raffinatezza stilistica e leggerezza di sguardo, tra le gemme più sorprendenti della filmografia del finlandese Aki Kaurismäki. Dramma, emarginazione, miseria e degrado sociale, per poi scoprire le gioie dell'amore e il calore umano della solidarietà: sono le tappe di questo suggestivo e malinconico viaggio pirandelliano in una memoria svanita e ricostruita senza i tasselli del passato. Anzi, paradossale scarto kaurismäkiano, il peso ingombrante del passato viene acquisito soltanto indirettamente e l'amnesia, in nome delle inaspettate conquiste del presente, è sconfitta nell'inutilità di una guarigione. L'uomo senza passato è una commedia di disperato romanticismo, dove il fascino della favola, evocato trionfalmente dal tripudio di colori della fotografia di Timo Salminem e dai toni confortanti dell'happy end, la causticità dei dialoghi, il gioco delle citazioni (da Robert Bresson al Bogart di La fuga, da L'uomo invisibile di James Whale a I guerrieri della notte di Walter Hill), la vitalità travolgente della colonna sonora, la recitazione straniante degli attori e i guizzi grotteschi esaltano con straordinaria resa espressiva la vena di ottimismo che percorre e sottende le evoluzioni della vicenda, desaturandone ogni pulsione tragica (senza, per questo, rinunciare alla possibilità di commuovere, come nella splendida sequenza dell'incontro tra il protagonista e la sua ex moglie) e fondendosi armonicamente con le irresistibili bordate dello stralunato sense of humour del cinema di Kaurismäki: dal personaggio di Anttila e il suo "feroce" cane Hannibal alle otto birre di Nieminem, dalla firma sull'assegno con l'impronta digitale al bacio rubato a Irma, dalla trasformazione del piccolo coro dell'Esercito della Salvezza in una band ("Avremo fatto bene?", "Lo sa solo Dio, lascia che ballino") alla rapina in banca e alla sfida a colpi di articoli del codice penale tra l'avvocato e il commissario. L'ennesimo, indimenticabile raggio di sole finlandese su un'esistenza ai margini.

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