La donna che visse due volte (1958)

[Vertigo, USA 1958, Thriller, durata 128']   Regia di Alfred Hitchcock
Con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Henry Jones



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La donna che visse due volte: minimo
Ritmo ritmo in La donna che visse due volte: presente
Impegno impegno in La donna che visse due volte: assente
Tensione tensione in La donna che visse due volte: molto forte
Erotismo erotismo in La donna che visse due volte: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La donna che visse due volte (voti: 256 media: 4,46) 256

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di La donna che visse due volte

Trailer originale

La donna che visse due volte Trailer originaleplay

Acquista La donna che visse due volte

Scegli tra i formati disponibili

La donna che visse due volte disponibile in DvdLa donna che visse due volte non disponibile in Blu-RayLa donna che visse due volte non disponibile in Umd

La trama

A causa delle sue vertigini, l'agente Ferguson è a riposo per non aver impedito un incidente mortale a un collega. Un amico gli chiede di sorvegliare sua moglie, che ha manie suicide. Di fronte a Ferguson, paralizzato dalle vertigini, la donna si butta da un campanile, o almeno così crede il povero agente. Ma un giorno un incontro casuale rimette tutto in gioco.  

Uno dei film più belli della storia del cinema. La regia funzionale al racconto, alla suspense, all'intreccio di corpi e fantasmi, raggiunge le vette del sublime. Un grande film di amore e morte, sullo sfondo di una San Francisco onirico. Tutta la prima parte ambigua e misteriosa, poi sempre più morbosa, e un finale agghiacciante. Le giravolte della sceneggiatura non contano, conta l'ipnosi e l'atmosefra, la strordinaria doppia Kim Novak. Straordinaire fotografia di Robert Burks e musica di Bernard Herrmann.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 24/12/2010 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

L’invito è di avvicinarsi a questo film evitando l’approccio razionale scientifico e trascurando l’intreccio thriller e la caccia al colpevole. A differenza delle altre opere di Hitchcock, Vertigo rappresenta la descrizione sincera, sentita, coinvolta, assolutamente partecipata di una ossessione d’amore che diventa patologia psichiatrica. L’investigatore acrofobico Scottie Ferguson (James Steweart modello post guerra, non più meravigliato e sognante alla Frank Capra, ma complicato e disilluso) si innamora della donna (Kim Novak splendida nel suo taileur grigio e nell’ambivalenza di donna preda e cacciatrice) che pedina per conto di un suo vecchio compagno di college, ma non ne riesce ad evitare il suicidio dal campanile di una vecchia chiesa proprio per la sua paura dell’altezza. Il momento fondamentale del film è l’incontro, per caso, per strada, di una donna dai capelli rossi del tutto simile alla suicida. Qui scatta il genio di Hitchcock che interseca l’ossessione d’amore di James Stewart che tende a modificare l’oggetto del suo folle sentimento nel ricordo soggettivo (e nell’immagine ormai indelebile nella memoria) con la forza contraria di Kim Novak che va in direzione opposta, ovvero nel tentativo di farsi amare cosi come è, abbandonando una immagine del passato che non le appartiene più, ma al contrario rappresenta l’ombra di un inganno feroce e terribile da rimuovere al più presto. E certi rapporti d’amore non si deteriorano proprio per questa vertigine malsana di ricreare un passato che non c’è più, cercando il futuro alle proprie spalle, invece di guardare avanti? Gli occhi pieni di lacrime di James Stewart nel momento in cui Kim Novak esce dal bagno, completamente trasformata (e perfettamente aderente all’immagine necrofila) sono tra i più bei momenti della storia del cinema. Il progressivo avvicinamento di Kim Novak alla storia di Carlotta Mendes passa attraverso tre suicidi: il primo falso, il secondo è un uxoricidio, il terzo è invece riuscito e rappresenta la totale identificazione con il fantasma del passato (che emerge dall’oscurità). La scena della sequoia sempervivens, nella quale Kim Novak identifica la piccolezza della sua vita mortale in una semplice venatura del tronco, è forse il primo segno di dissociazione della personalità (accompagnata dal nascente innamoramento per James Stewart). Un bacio ha per sfondo un mare in tempesta (della baia di San Francisco) che rimanda alla stessa agitazione dei due protagonisti, alla loro caduta nel vuoto, nel gorgo vorticoso della passione sensuale (non dimentichiamoci che Kim Novak dovrebbe essere la moglie dell’amico di James Stewart e quindi non “avvicinabile”). Tra gli attori di contorno, una menzione merita la pura Barbara Bel Geddes (la matriarca di Dallas) che ancora non contaminata dalle tenebre dell’animo umano ha l’ingenuità di affermare: “E’ Mozart, quello che ci vuole per te, la scopa che spazza via le tele del ragno…”. Altro che Mozart, qui ci vuole una dose massiccia di antipsicotici. 
Altro particolare da segnalare l’originalità dei titoli di testa con il logo della vertigine che nasce proprio dall’occhio di chi guarda e inoltre la bravura tecnica di Hitchcock che rende la paura del vuoto inquadrando un modellino di scale alla Escher e zoomando in avanti con una contemporanea carrellata all’indietro. Altra vertigine tecnica la scena del bacio con lo sfondo cangiante mentre ruota attorno ai protagonisti (citata per esempio da Brian De Palma in Omicidio a Luci Rosse). 
Girato a San Francisco. 
Musica famosissima di Bernard Hermann. 
Opera stracitata e di culto: tra i film che vi si sono ispirati ricordo L’esercito delle 12 Scimmie, Omicidio a Luci rosse e naturalmente Mulholland Drive (e in effetti il taileur grigio di Naomi Watts ricorda proprio quello di Kim Novak). 
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su La donna che visse due volte


28 marzo 2013 Opinione di V93P su "La donna che visse due volte"
V93P

Il capolavoro assoluto di Hitchcock, stupenda storia molto intrigante e allo stesso tempo intricata. Un James Stewart   ossessionato da una Kim Novak assolutamente bellissima e molto capace nel suo ruolo di donna misteriosa. Un solo aggettivo per descrivere questo film? Memorabile.

voto al film: V93P assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)


27 marzo 2013 Opinione di Stefano L su "La donna che visse due volte"
Stefano L

Ci sono parecchie classifiche dedicate ai migliori lavori di Alfred Hitchcock. In quelle più comuni Psycho viene considerato il suo capolavoro assoluto, mentre in altre stilate dai fan, al top è presente più volte "Vertigo", opera del Maestro che a causa di un processo di post-produzione piuttosto problematico (montaggio continuamente modificato, script considerato dalla critica poco confacente al romanzo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac da cui prende ispirazione, flashback finali...

voto al film: Stefano L assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

4 commenti
[utile per 10 utenti]


19 novembre 2012 Opinione di Blue Velvete su "La donna che visse due volte"
Blue Velvete

E cosa gli vuoi dire ad Alfred Hitchcock?? Niente,solo ammirazione per lui. 

voto al film: Blue Velvete assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)


12 settembre 2012 Opinione di Nobre su "La donna che visse due volte"
Nobre

"Vertigo" (1958). E' un bellissimo thriller psicofreudiano... ricco di mistero e ossessioni. Con questo film Hitchcock ha toccato un tema caro a lui... "la fobia". ( Da piccolo Alfred era un bambino pauroso, solitario, con pochi amici...e che soffriva anche di Alectorofobia). Non racconterò la storia del film (lo trovo inutile). Digo solo che... senza ombra di dubbio è uno dei più belli di A. Hitchcock.

voto al film: Nobre assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)



26 giugno 2012 Opinione di ed wood su "La donna che visse due volte"
ed wood

Rivisto per l'ennesima volta l'altra sera...e mi è parso ancora più moderno e sensazionale di quanto mi apparve in tutte le precedenti, estasianti visioni. Non c'è storia: Hitchcock sta lassù, nell'Olimpo del cinema, coi vari Renoir, Welles, Kubrick, Bergman e compagnia. Niente male per uno che considerava i suoi film niente più che bellissime torte! :-)  Quello che doveva essere solo il maghetto del brivido, è finito per risultare uno degli autori più influenti di sempre, sul...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

9 commenti
[utile per 13 utenti]

10 giugno 2012 Opinione di Argan su "La donna che visse due volte"
Argan

Un uomo è preoccupato per sua moglie, è convinto che ella sia impossesata dallo spirito della sua bisnonna Carlotta Valdès, decide allora di far investigare sul caso il suo amico ex investigatore John, la donna tenta il suicidio, ma John riesce a salvarla, i due così si conoscono e nasce tra loro una relazione sentimentale, che però verrà brutalmente interrotta con il secondo tentativo di suicidio della donna. Lì dove una trama soddisfacente di un buon film si sarebbe fermata,...

voto al film: Argan assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


22 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "La donna che visse due volte"
marcopolo30

Uno dei grandi capolavori di Hitchcock. “La donna che visse due volte” è una storia molto originale (al limite dell'eccentricità) che il grande maestro Inglese riesce a portare avanti con il consueto dominio del mezzo tecnico, e che affascina e tiene sulle spine nonostante il ritmo insolitamente lento. Memorabile la scena finale.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "La donna che visse due volte"
MrPostman

Il thriller psicologico più importante della storia del cinematografo.La pellicola si delinea come il tracciamento di un moto armonico circolare vorticoso ("Vertigo") le cui principali connotazioni sostanziali e, in relazione ai punti di vista, accidentali (vedesi il finale) trovano la loro reale esistenza nei concetti di spazio e tempo, viventi in base alla soggettività ed interiorizzazione della propria coscienza e del proprio "io".L'uomo può chiudere col passato, ma il passato...

voto al film: MrPostman assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)



2 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La donna che visse due volte"
alfatocoferolo

Assolutamente un film sufficiente, senza grosse pretese e molto al di sotto delle aspettative che lo hanno reso immortale. Non è sicuramente tra i migliori di Hitchcock anzi è atipico nella sua produzione, in maniera disturbante. La mano del regista si vede, ci sono spezzoni che danno spazio ad un minimo di suspance e di tensione; c'è l'ossessione del protagonista che presagisce scenari d'orrore, c'è il dubbio e l'aria del thriller ma per il resto le pause morte si sprecano, le...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)

4 commenti
[utile per 2 utenti]

20 dicembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "La donna che visse due volte"
giuseppedimarco94

Ci vorrei tornare. Per ora attesterei l'aria vagamente di missione e senso di colpa che permea la pellicola. Stewart (mio eroe sin dai tempi della finestra sul cortile) si cimenta nel compito prima con scetticità, poi con grande trasporto. Il protagonista riesce a profondere grande malinconia e monomania. Le cose che non convincono secondo me sono quelle che nella trama Aristotele avrebbe definito le "invenzioni". Queste non sono altro che delle spiegazioni inserite idealmente nei nodi ma...

voto al film: giuseppedimarco94 assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)




scrivi la tua opinione su La donna che visse due volte


Voti a La donna che visse due volte



login

hai dimenticato la password?