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Pianeta rosso

Regia di Antony Hoffman vedi scheda film

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Dom Cobb

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La recensione su Pianeta rosso

di Dom Cobb
2 stelle

Una domanda retorica: ma chi fa cinema pensa che gli spettatori siano degli ingenui totali (per essere gentili)? Ripeto, è una domanda retorica, ma che mi sorge spontanea quando guardo film come Pianeta Rosso, il quale inanella una serie di bestialità nella trama da far impressione. O gli spettatori vengono sottostimati, o chi fa cinema è un incompetente. Bisogna dire che Pianeta Rosso uscì in sala in un periodo in cui andavano di moda i film ambientati su Marte (spesso a Hollywood si sono girati film in base alle mode del momento); difatti, nell'arco dei mesi successivi, sarebbero usciti anche Mission To Mars di De Palma e Fantasmi Da Marte di Carpenter; nessuno dei film in questione ebbe vita facile al botteghino e Pianeta Rosso, tra i tre, era quello con ambizioni meno autoriali (tanto da essere il peggiore del trio). Nel film, ambientato nel 2050, vediamo una spedizione diretta verso Marte per cercare di colonizzare il pianeta attraverso la piantumazione di alghe che producono ossigeno; il gruppo di esploratori è eterogeneo, ma viene caratterizzato troppo per luoghi comuni: Carrie Ann Moss (Matrix) è il tosto capitano dell'astronave, Val Kilmer (sempre scarso in quanto ad espressività recitativa) è il protagonista/eroe-per-caso; Terence Stamp lo scienziato/filosofo che scopre Dio (ma lo si sente filosofeggiare poco, perchè è il primo a lasciarci le penne), Simon Baker il potenziale traditore e così via. Insomma, già si capisce chi alla fine sopravvive e chi no e quali saranno le azioni di ogni personaggio. Dopo una tempesta solare, il gruppo di astronauti è costretto ad un atterraggio d'emergenza sul pianeta con una capsula e, da qui in poi, lo script affastella diverse linee narrative giusto per complicare la vita "ai nostri eroi" e per cercare di rendere più interessante la vicenda. Difatti i sopravissuti hanno a che fare con scarafaggi marziani che mangiano le alghe e prendono fuoco, il robot di bordo AMEE (simile ad un enorme felino meccanico a quattro zampe) guastarsi e passare dalla modalità esplorativa a quella da battaglia ed attaccarli, il già citato Simon Baker alle prese con le sue paranoie. Insomma, nel calderone vengono buttati dentro un milione di accidenti diversi con cui i protagonisti - antipatici - si debbono confrontare. Personalmente ritengo che la caratterizzazione banale abbia portato a dar vita a dei personaggi privi di vero interesse (lo spettatore non riesce ad appassionarsi alla loro sorte) e gli attori - complice la sceneggiatura mediocre - non riescono a dar vita a performance valide; anzi, la sfiducia reciproca tra i membri della missione (anch'essa fuori luogo, poichè, per poter sopravvivere, dovrebbero darsi man forte l'uno con l'altro) rende i personaggi, appunto, antipatici.

Ma dove il film abbatte ogni limite risiede nella quantità industriale di errori che gli sceneggiatori sono riusciti ad infilare; una premessa: da un film di fantascienza nessuno pretende la rigorosità scientifica, ma, perlomeno, la verosomiglianza che permetta allo spettatore di accettare ciò che vede sullo schermo; invece, nel film, abbiamo i protagonisti alle prese con scarafaggi che producono ossigeno e, per me, è (s)cult la sequenza in cui saltano fuori in fiamme dal corpo di Simon Baker fischiando come dei botti di fine anno. E ancora: Val Kilmer, per ritornare sull'astronave, si spara nello spazio con una navetta sovietica senza pressurizzazione; la navetta sovietica è giù di batterie ma il pannello comandi si accende comunque e sul display appaiono non solo i comandi, ma anche un orsetto/astronauta che aiuta Kilmer ad entrare nei sotto-menù del programma; le batterie del robot AMEE sono perfettamente compatibili con le batterie della navetta sovietica; Val Kilmer trova la sonda Mars Pathfinder, la smonta e con i pezzi costruisce una radio con cui chiamare l'astronave (e qui ci sarebbe stata bene la musica di McGyver), Tom Sizemore si dà fuoco con tutti gli scarafaggi provocando un'esplosione che si vede dallo spazio e Val Kilmer, lì accanto, non fa una piega. Dopo un fuoco di fila del genere appare maggiormente evidente quanto questo film, già in fase di scrittura, sia stato concepito con sciatteria ed approssimazione; e, tra l'altro, qui ho elencato solo gli errori macroscopici poichè, ad essere pignoli, se ne potrebbero trovare anche altri.

Il regista Antony Hoffman, originario dal mondo delle pubblicità, non mette in mostra alcun guizzo registico degno di nota; si limita ad eseguire il proprio compito con diligenza ma penso che anch'egli si sia dovuto scontrare con i limiti della sceneggiatura e, da quanto ho letto, anche da un clima abbastanza bellicoso sul set, che vedeva Val Kilmer e Tom Sizemore (già assieme nel capolavoro "Heat" di Michael Mann) veramente ai ferri corti. Dati gli scarsi risultati ottenuti, Hoffman non ha ottenuto altri incarichi cinematografici, ritornando a lavorare nel campo pubblicitario. Ciliegina sulla torta: Pianeta Rosso è stato anche un pesante flop in sala, comparendo ancora oggi tra i film con le maggiori perdite finanziarie in assoluto. Non c'è da stupirsi, poichè la pellicola è un'occasione sprecata; si sarebbe potuto dar vita ad un godibile film d'avventura in ambito marziano se solo si fosse curata di più la sceneggiatura (ripeto, tutta la parte degli scarafaggi infiammabili sarebbe stata da scartare), invece è saltato fuori un pastrocchio che, a tratti, rasenta i confini del comico involontario. E' un film che merita una visione? Solo per divertirsi nel cercare tutti i macroscopici erroracci che lo piagano. Un gran bel passo falso nel curriculum di tutti quelli che vi hanno partecipato.

Locandina originale.

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