Una storia vera (1999)

[The Straight Story, USA 1999, Drammatico, durata 111']   Regia di David Lynch
Con Richard Farnsworth, Sissy Spacek, Harry Dean Stanton



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Una storia vera: minimo
Ritmo ritmo in Una storia vera: presente
Impegno impegno in Una storia vera: presente
Tensione tensione in Una storia vera: minimo
Erotismo erotismo in Una storia vera: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Una storia vera

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Una storia vera (voti: 213 media: 4,29) 213

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Una storia vera play

18/11/2010

Le emozioni del Cinema

Il Cinema, spettro delle nostre emozioni, panacea da ogni male che ci affligge, "croce" e delizia dei nostri peccati o semplice "macchina" per far soldi, acchiappando un pubblico ingenuo disposto...

di Travis Bickle 1979

La trama

L'anziano Alvin decide di riconciliarsi con il fratello e parte con il suo tosaerba.

Il vecchio Alvin Straight ne ha viste davvero tante, negli anni trascorsi sulla strada e in quelli passati sul prato di casa e nel drugstore dietro l'angolo. Un giorno prende il tagliaerba e parte, attraversa a passo di lumaca strade, campi di mais, cieli, il Mississippi per riconciliarsi con il fratello che non vede da troppo tempo.  

C'è eccome l'orrore, in "Una storia vera"; ma c'è anche la saggezza che, più o meno, ci fa tirare avanti e invecchiare; c'è la tristezza lancinante sul volto di Sissy Spacek che guarda fuori dalla finestra e rivede sempre un bambino sul prato. È bellissimo. Elementare (nel senso più alto del termine). Straordinario Richard Fansworth, scandalosamente non premiato a Cannes e morto suicida un anno dopo l'uscita del film.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 8/2000

Magico road movie di David Lynch, che recupera il respiro dei film di John Ford e l’umanità diffusa dell’America rurale

All’improvviso, dopo aver scavato nelle immagini di orrore che scorrono sotto la vita americana, David Lynch vola in superficie, a raccontare, per una volta, una storia “diritta”, “lineare”, “vera”. Non che le altre lo fossero meno; e non che questa non celi, sotto il desiderio di quiete e di riconciliazione con se stessi, i rimpianti, i terrori, le ingiustizie di intere vite. Ma il vecchio Alvin Straight ormai ne ha viste troppe, negli anni trascorsi sulla strada e in quelli passati sul prato di casa e nel drugstore dietro l’angolo, per non aver raggiunto la misura di quel pochissimo che veramente vale, per non avere il coraggio di compiere un gesto che lo riporti a “casa”. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 03/01/2011 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto ottimo

Elogio della Lentezza 

i primi cinque minuti del film sono una specie di manifesto programmatico sulle reali intenzioni del regista: la mdp inquadra una tranquilla scenetta di vita quotidiana americana, Sissi Spacek (Rose, la figlia di Alvin) esce da un lato dell’inquadratura, la vicina di casa obesa (Dorothy) si stravacca al sole ingozzandosi di porcherie, poi esce dall’altro lato. Nello spazio delimitato dalle due case, in un lungo piano sequenza, la mdp plana lentamente verso la casa di Alvin Straight e si sofferma su una finestra, creando il senso dell’attesa. Lynch sorprende lo spettatore inchiodandolo non con una trovata visiva (per esempio il brulicare di neri insetti sotto il prato verde come in Blue Velvet) ma con un effetto sonoro, un tonfo sordo che ci lascia terribilmente in apprensione, fino a che scopriamo che è la semplice caduta di un uomo anziano che ha bisogno di un bastone in più per restare in piedi. Alvin Straight è una vecchia quercia ma guarda con terrore lo strumentario medico: non è disposto a prelievi di sangue o a operazioni chirurgiche, che la natura faccia il suo corso, se deve finire, così sia. Quando in una notte di tempesta arriva il fulmine notizia dell’infarto del fratello la decisione è inevitabile e resa urgente dal lento consumarsi dei granelli di clessidra. Il loro tempo sta per scadere, sarà meglio mettersi in viaggio e incontrarsi, ritornare a guardare le stelle e riconoscersi nel proprio sangue. Durante il lento procedere sulle strade della provincia americana (non la provincia luciferina di Twin Peaks ma quella angelica delle feste paesane del Wisconsin) gli incontri sono tutti moralmente esemplari. La ragazza madre in fuga dalla propria famiglia ricorda ad Alvin il triste destino di un’altra famiglia disgregata, quella della figlia balbuziente Rose Sissi Spacek, cui una giustizia poco lungimirante ha tolto la patria podestà sui quattro figli, per un incidente non causato da lei. Quel pallone blu che attraversa il campo visivo riassume più di tanti discorsi retorici, il dolore per una maternità negata. Ma è proprio questo dolore che fa affermare al vecchio Alvin il principio di famiglia, un gruppo di bastoncini di legno legati insieme e non più divisibili. 

Lynch ritorna alla elegia romantica di Elephant Man, alla mediazione tra naturale e soprannaturale che stavolta, almeno per un momento, sembra riportare intatta quella armonia con l’universo che sembrava perduta. Ritorneranno gli incubi di Mulholland Drive e di Inland Empire, ma con questo poemetto morale, lento e senile, David Lynch sembra volere gettare una ciambella di salvataggio in mezzo alle tempeste dei suoi incubi peggiori, riprende fiato con una storia “dritta” che viene ridipinta e ritoccata fino a farla diventare piccolo rifugio di Paradiso. E piccoli squarci di Paradiso li avevamo già visti tra le pieghe di un termosifone in Eraserhead, nei finali ottimistici di Blue Velvet e Cuore Selvaggio, persino nell’apparizione celestiale di Laura Palmer in Fuoco cammina con me!. Qui l’orizzonte stellato sopra le teste canute dei due anziani si apre in tutte le sue possibilità infinite, ignaro della caduta libera verticale negli abissi infernali del subconscio. 
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SI

Opinioni su Una storia vera


17 maggio 2013 Opinione di chiesaman su "Una storia vera"
chiesaman

Sublime. Non c'è altro da aggiungere.

voto al film: chiesaman assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)


12 dicembre 2012 Opinione di polpy su "Una storia vera"
polpy

Commovente, emozionante..Mi sono innamorata del protagonista: un settantenne testardo, che nonostante le sue condizioni vuole raggiungere il fratello con cui non parla da 10 anni,ma vuole farlo "a modo suo" e con le sue forze...lentamente

voto al film: polpy assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)

1 commento


9 dicembre 2012 Opinione di Blue Velvete su "Una storia vera"
Blue Velvete

Giudizio sintentico,solo il voto: 8

voto al film: Blue Velvete assegna il voto buono a Una storia vera (1999)


19 ottobre 2012 Opinione di Travis Bickle 1979 su "Una storia vera"
Travis Bickle 1979

La vita "I pesci piccoli nuotano in superficie, quelli grossi in profondità. Se riesci a espandere il bacino in cui peschi - la tua coscienza - puoi prendere pesci più grossi. (...) Se la tua coscienza è grande come una palla da golf, altrettanto. Limitata sarà la tua comprensione di un libro durante la lettura, o la consapevolezza di ciò che vedi guardando fuori dalla finestra, o lo stato di veglia quando ti alzi al mattino; o ancora, la felicità interiore nell'affrontare la...

voto al film: Travis Bickle 1979 assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)

nessun commento
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20 agosto 2012 Opinione di marcopolo30 su "Una storia vera"
marcopolo30

Molti mi hanno sconsigliato “Una storia vera” di David Lynch, ciò a causa della sua estrema lentezza. E effettivamente mi sento di dire che non è un film per tutti. Anzi, aggiungo pure che se l'avessi visto quando avevo vent'anni mi sarei probabilmente fatto due maroni così anch'io. Visto oggi (alla tenera età di 38 anni) mi ha invece affascinato con la sua poesia che incede sì lenta, ma altrettanto sicura di se, proprio come l'immenso protagonista che strada facendo vince la sua...

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)

nessun commento
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20 giugno 2012 Opinione di manuel88 su "Una storia vera"
manuel88

E' questo il titolo di questo film,poetico e toccante all'estremo, minimale e realistico, diverso dal solito David Lynch. Alvin è un settantatreenne arzillo, nella vita ne ha viste tante...E' stato in guerra, è vedovo,la figlia con cui vive è leggermente "ritardata", si è visto portare via i nipoti dall'assistenza sociale e ha un fratello con cui non parla da 12 anni. Alvin scopre di essere molto malato, ha un'enfesima polmonare e seri problemi di deambulazione. Ma la sua forza di...

voto al film: manuel88 assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)

nessun commento
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11 marzo 2012 Opinione di steno79 su "Una storia vera"
steno79

La storia vera di Alvin Straight è diventata il film più "normale" di David Lynch, quello meno sperimentale e più ancorato alla realtà, seppure si tratta di un'opera che, per il suo poetico elogio della lentezza, risulta agli antipodi del cinema hollywoodiano contemporaneo. Il genio figurativo del regista lo si ritrova in molte inquadrature paesaggistiche, ma anche nella maniera in cui filma l'anziano Richard Farnsworth e ne fa il fulcro di un dramma sulla memoria, le occasioni perdute e...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)

2 commenti
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20 gennaio 2012 Opinione di maso su "Una storia vera"
maso

Abituati come siamo a vedere in un film di Lynch la rappresentazione delle perversioni  umane mediante immagini urlate a squarciagola spesso disturbanti e al limite del digeribile a livello logico, ci sembrerà incredibile che abbia potuto partorire un film lineare e tenero come questo, visto che “Una storia vera” è un racconto di vita vissuta che potrebbe esser facilmente inserito in un trafiletto a pagina nove del Corriere della sera. L’ambiente rurale e placido dell’America con...

voto al film: maso assegna il voto buono a Una storia vera (1999)

nessun commento
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4 novembre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Una storia vera"
alfatocoferolo

La confessione di David Lynch, un viaggio struggente e atipico per i parametri cui ci ha abituato il regista statunitense. Nulla di contorto dunque, di inesplicabile ma solo la tenera e lineare storia di un uomo come tanti. Non c'è nessun orrore in realtà, se non quello paventato dal protagonista con parole mai così vere: "la cosa peggiore della vecchiaia è il ricordo di quando eri giovane". Ed è seguendo questo ricordo, quello del rapporto col fratello, che intraprende un viaggio di...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Una storia vera (1999)

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30 giugno 2011 Opinione di busini su "Una storia vera"
busini

Un viaggio da compiere per incontrare un fratello, niente di più semplice ed elementare. Gli occhi di Alvin entrano nel tuo cuore e non ti abbandonano più, gli occhi di un uomo che ha vissuto e che sa comprendere, come accade nell'incontro con la ragazza fuggita di casa. Il finale è inutile, il riavvicinamento tra i due fratelli è già avvenuto. La metafora della vita come viaggio non stanca mai.

voto al film: busini assegna il voto ottimo a Una storia vera (1999)




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