I quattrocento colpi (1959)
Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier
31/05/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Imbarazzo (9)
...Fino al mare. “Sei stato mai con una donna?”Io con una donna? Ma non si fanno certe domande....vorrei scappare, vorrei sparire, vorrei poter non rispondere... Domande,...
di maghella
La trama
Antoine Doinel (alter ego del regista in questo e in molti altri film) è ragazzo solo, indesiderato e incompreso. Per ribellarsi marina la scuola e rubacchia qua e là. Quando, con l'amico René sottrae una macchina da scrivere per pagarsi una gita al mare lo beccano e lo mettono al riformatorio. Esordio nel lungometraggio del ventiseienne Truffaut, è un inno alla libertà e alla gioventù considerato tra i film fondanti della nouvelle vague. Una descrizione dell'infanzia attenta e partecipa, priva di stereotipi e unita a una nuova idea del mondo e del cinema. "Il film del futurosarà un atto d'amore", scrisse poco prima il critico Truffaut, e questa sembra la messa in pratica delle sue aspirazioni. Doinel e Leaud torneranno in altri quattro film, fino all'ultimo "L'amore fugge" del '78. Gran premio speciale della giuria a Cannes nek 1958.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 20/08/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Antoine è un ragazzino che si sente solo, poco considerato dai genitori (attenti soprattutto ad altro) e con tanti problemi a scuola dove ne combina una dopo l’altra.
Scappa di casa, trasferendosi di nascosto in quella del grande amico di casini Renè, vivacchia fino a quando non viene beccato per il furto di una macchina da scrivere, proprio quando la stava riconsegnando dopo aver tentato inutilmente di venderla.
Per questo viene spedito in un riformatorio dove si accorge una volta di più di non aver più (o mai avuto) una famiglia ed il suo sogno rimane sempre quello di poter vedere, per la prima volta, il mare.
Truffaut racconta in maniera fluida, incrediblmente scorrevole e partecipe, una piccola grande storia che è invecchiata, direi in maniera sorprendente, molto bene.
Un film che è anche un vero e proprio omaggio al cinema (tre volte Antoine si trova in una sala cinematografica e poi la scapestrata madre lo rimprovera, perché “guardare i films rovina gli occhi”), privo di qualsivoglia forzatura, ma anche scandito da alcuni momenti toccanti ed indimenticabili come il viaggio verso il riformatorio (quasi impossibile non piangere, come fa anche Antoine, mentre vede le luci delle giostre e di Parigi che si allontanano, forse per sempre, da lui) o la corsa verso quel sogno, proprio perché mai visto, chiamato mare.
Infine nota di merito per una bella sceneggiatura, ottimamente trasposta in immagini (vive, semplici, ma sempre realizzate con un tocco naturale di rara presa), e per gli attori, tutti molto convincenti nei rispettivi ruoli, ovviamente con una menzione speciale per il qui giovanissimo Jean Pierrè Leaud che più volte tornerà in seguito nei film dell’indimenticabile regista francese.
Insomma i complimenti (non) si sprecano, è già stato detto tutto su questo film, per chi ancora non lo avesse visto, direi che vale proprio la pena di tornare indietro nella memoria (ricordando, per esempio, le piccole bravate che un po’ tutti abbiamo fatto o le idee che ci parevano geniali ma in realtà erano proprio tutt’altro) e “(ri)vivere” nello sguardo del piccolo Antoine.
Esemplare.
- negative [3]
- sufficienti [1]
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22 aprile 2013 Opinione di Carlo Ceruti su "I quattrocento colpi"
Non è un film da un significato oscuro e profondo da interpretare attraverso le metafore. Non è un puro esercizio stilistico. E' un film toccante punto e basta. Magistralmente toccante, incredibilmente toccante. Ma il bello è che Truffaut non passa mai il limite. Dal punto di vista del dramma, si contiene. Non fa scorrere fiumi di lacrime dai suoi personaggi, non si lascia andare al cinema drammatico di serie B, non utilizza urli e strepiti per rappresentare il malessere del piccolo...
voto al film: 
13 settembre 2012 Opinione di popcorn su "I quattrocento colpi"
BUSSATE FORTE, GRAZIE Un film che giustamente ha fatto epoca, nel quale Truffaut posa lo sguardo (autobiografico) sull'infanzia e la prima adolescenza, quando la vita comincia a bussare sempre più prepotentemente alla nostra porta, lasciandoci sempre meno capaci di sognare e ricercare il nostro mare. Si tratta di vera e propria poesia filmata, quella della Nouvelle Vague che celebra Parigi e il Cinema, condannando gli sguardi “anziani” e “arrugginiti” su certo romanzare e...
voto al film: 
12 giugno 2012 Opinione di Argan su "I quattrocento colpi"
Antoine ha problemi legati alla scuola e problemi nel rapporto con i suoi genitori, decide così di non tornare più a casa, dormendo da un suo compagno, compiendo piccoli furti per la città, Truffaut descrive con grande accuratezza le caratteristiche psicologiche di Antoine sullo sfondo di una società francese dipinta molto accuratamente, buon film, ma ritengo che le recensioni siano eccessivamente generose
voto al film: 
25 aprile 2012 Opinione di Stefano L su "I quattrocento colpi"
Una delle storie più simpatiche, divertenti, e (perchè no) toccanti, dedicate al periodo del passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Considerato dalla critica uno dei capisaldi di quella corrente francese adesso ricordata come "Nouvelle Vague", "Les Quatre cents coups", racconta delle peripezie del dodicenne Antoine Doinel, studente indisciplinato e poco produttivo negli studi, che si caccerà in ogni genere di pasticcio, a scuola, per strada ed a casa, finchè, dopo l'ennesima ragazzata,...
voto al film: 
16 gennaio 2012 Opinione di chribio1 su "I quattrocento colpi"
Finalmente sono riuscito a vedere anche questo Capolavoro,da tutti incensato e da nessuno denigrato. Leggendo bene la trama di Filmtv,si evidenzia che dopo qualche furtarello qua e la',il piccolo protagosita s'imbatte in una macchina da scrivere che poi tentera' di vendere (e da qui la trama sembrerebbe muoversi...) solo che il tutto avviene poco dopo 1h e mancano ancora Solo 30' alla fine. Purtroppo sia prima che dopo non succede nulla di cosi' emozionante,l'unica cosa da sottolineare e' la...
voto al film: 
9 gennaio 2012 Opinione di resistenzalibera su "I quattrocento colpi"
Meraviglia! Ciò che rende grande questo film sono i piccoli particolari che Truffaut ci offre qui e lì. Inutile fare una recensione, semplicemente da vedere!
voto al film: 
31 agosto 2011 Opinione di tatanka yotanka su "I quattrocento colpi"
I quattrocento colpi ossia fare il diavolo a quattro. Oppure, nella normalità, l'inquietudine del crescere, ben sottolineata dall'inizio alla fine da un pizzicato coinvolgente. La solitudine non solo immaginata ma reale, in ogni ambiente. Nella tua casa, nel tuo angolo della casa, subito dietro la porta. Una madre anaffettiva, un padre pro-forma. Eppure al minimo accenno si riaccende una speranza. Macchè. Non serve a nulla. Hai voglia a preparare la tavola, a correre per...
voto al film: 
20 agosto 2011 Opinione di supadany su "I quattrocento colpi"
VOTO : 8. Film tra i più amati, ed aggiungerei giustamente, della storia del cinema, Francois Truffaut ha qui il grandissimo merito di essere riuscito a raccontare una storia legata all’infanzia in maniera per niente artificiosa dando vita ad una figura come quella di Antoine Doinel che non si dimentica facilmente per tanti aspetti, ricamati con dura semplicità. Antoine è un ragazzino che si sente solo, poco considerato dai genitori (attenti soprattutto ad...
voto al film: 
16 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "I quattrocento colpi"
Il film di esordio per Truffaut, che fece subito il suo capolavoro, importante anche come uno dei testimone più rappresentativi della corrente cinematografica francese Nouvelle Vague. Un cinema che ha lasciato il marchio ed ha dato il via ad un modo di filmare e raccontare che, anche oggi , rimane come vangelo nelle generazioni di registi che si sono succeduti. Il film inaugura il personaggio alter ego del regista: Antoine Doinel ,...
voto al film: 
19 luglio 2011 Opinione di XANDER su "I quattrocento colpi"
Straordinario film in cui Truffaut vede la vicenda attraverso gli occhi di un ragazzino spesso emarginato dai genitori. La sceneggiatura è ottima e l'interpretazione dei personaggi è di alta qualità soprattutto del ragazzino. Drammatico si ma senza esagerare mai.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [49]
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