Rapacità (1924)

[Greed, USA 1924, Drammatico, durata 100']   Regia di Erich Von Stroheim
Con Gibson Gowland, Jean Hersholt, Chester Conklyn



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Rapacità: minimo
Ritmo ritmo in Rapacità: molto forte
Impegno impegno in Rapacità: molto forte
Tensione tensione in Rapacità: forte
Erotismo erotismo in Rapacità: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Rapacità

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Rapacità (voti: 21 media: 4,81) 21

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La trama

Un sedicente medici e sua moglie vincono una grossa somma alla lotteria. Tanto basta per rovinare quel poco che resta del loro matrimonio. La donna, pur di non intaccare il gruzzolo, preferisce continuare a vivere in miseria e finisce così a essere uccisa dal marito il quale a sua volta...  

Capolavoro di Stroheim massacrato dalla produzione. Un affresco sull'avidità umana, tratto da un romanzo naturalista di Frank Norris, che parte da un realismo mai visto prima (con tanto di foruncoli che esplodono in primo piano) per approdare a momenti visionari (il celebre finale ambientato nella Valle della morte). Inizialmente durava nove ore, poi ridotte a tre. Ne esisteva solo una versione di 100' minuti messa su dal produttore Irvin Tahlberg, finché nel 1999 è stato possibile vedere una sorta di palinsesto restaurato di 4 ore che si basava anche su foto di scena e fotogrammi superstiti. Ma "Greed" rimane irreparabilmente un film perduto e maledetto.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 08/11/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

Greed (Rapacità) è  indubbiamente il risultato più  importante e straordinario del percorso artistico di Erich von Stroheim, il primo vero, grande regista “maledetto” della storia del cinema, colui che più di ogni altro ha subito l’ostracismo di una miopia congenita che ha fatto di tutto per oscurare e renderne quasi impossibile la riconoscibilità del suo genio superlativo. La sua storia, è una storia di frustrazioni, di lotte, di incomprensioni, di scontri col melenso, stupido commercialismo dei produttori meschini e disinteressati alle esigenze dell’arte: almeno per due terzi, la sua produzione è stata manomessa da sceneggiatori e montatori agli ordini di finanziatori cinici e dissennati, così che spesso noi siamo “costretti” a confrontarci soltanto con ciò che  è rimasto, o meglio che si è salvato nonostante tutto, visto che Hollywood lo ha ostacolato in ogni modo, non riuscendo però  ad impedirgli di assurgere al ruolo di “maestro indiscusso” della settima arte, e di venire considerato e venerato come uno dei maggiori cineasti del cinema mondiale di tutti i tempi, perchè quel che ci è stato tramandato, pur incompleto, è materiale davvero sufficiente per farcene comprendere appieno l’inventiva innovativa, il peso avveniristico del  suo lavoro e la creatività assoluta dell’ispirazione che lo ha accompagnato e sorretto anche in imprese titaniche come può essere considerata quella che riguarda appunto questa pellicola, imprescindibile per inquadrare veramente la poetica, ed anche – diciamolo pure – “la presunzione” autoriale di un regista e un uomo davvero al di fuori di ogni schema.
 
Il “gigantesco” Greed  (nove ore di durata, l’opera effettivamente concepita dal regista che non potremo mai percepire nella sua immensa, monumentale “grandezza”), al di là delle sue qualità davvero eccezionali, è dunque anche il titolo che meglio di ogni altro ci consente di ricostruire la  mentalità del regista e di affrontare “seriamente” un discorso sulla coerenza del sul suo atteggiamento tematico che trova qui la sua summa più completa e convincente. Non va dimenticato per altro – e non è secondaria considerazione - che  questa è anche l’unica opera di cui lui abbia rivendicato “in pieno” la paternità: Io ritengo di aver fatto soltanto un film, ma un grande film, in tutta la mia vita, e nessuno l’ha visto. Gli avanzi di quel film, tagliuzzati, passano sotto il nome di “Greed”  (citazione autografa riportata da Fabio Rinaudo nell’articolo “Foyer: Erich Oswald Hans Carl Marie Stroheim von Nordenwal”, pibblicato in “Cronache del cinema e della televisione”, Roma, estate 1957, pagina 136). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Rapacità


4 gennaio 2013 Opinione di alfatocoferolo su "Rapacità"
alfatocoferolo

Correva il 1924 e Stroheim non aveva nulla del regista degli anni '20 se non i limiti tecnici. Rapacità anticipa e di parecchio tematiche e temi del cinema a venire. Il suo McTeague ricorda, nemmeno troppo lontanamente il Barry Lyndon di Kubrick; la storia che lo racconta è distesa, perfetta nei dettagli, rovinosa ed in grado di fornire uno spaccato trasversale ed impietoso della società. Von Stroheim va anche oltre e palesa una personalità senza pari nel mostrare scene davvero forti per...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto ottimo a Rapacità (1924)

nessun commento
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13 gennaio 2012 Opinione di Baliverna su "Rapacità"
Baliverna

Mettete da parte il pregiudizio film muto=film noioso e pesante. Quest'opera unica per molti motivi, invece, cattura e tiene desta l'attenzione per tutta la sua durata, fino a un apice di intensità e drammaticità nel finale. L'interesse di Stroheim è concentrato sull'avidità di denaro in particolare, e di riflesso su altre violente passioni umane, come l'invidia e l'odio. Non si può dire che il regista pecchi di pessimismo o di esagerazione, perché l'uomo può veramente arrivare ad...

voto al film: Baliverna assegna il voto ottimo a Rapacità (1924)

nessun commento
[utile per 6 utenti]


8 novembre 2010 Opinione di spopola su "Rapacità"
spopola

Greed (Rapacità) è  indubbiamente il risultato più  importante e straordinario del percorso artistico di Erich von Stroheim, il primo vero, grande regista “maledetto” della storia del cinema, colui che più di ogni altro ha subito l’ostracismo di una miopia congenita che ha fatto di tutto per oscurare e renderne quasi impossibile la riconoscibilità del suo genio superlativo. La sua storia, è una storia di frustrazioni, di...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Rapacità (1924)

2 commenti
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8 maggio 2010 Opinione di ed wood su "Rapacità"
ed wood

Potente tragedia californiana, pienamente apprezzabile anche nella versione sforbiciata dai produttori. Esasperando gli espedienti tipici del cinema classico griffithiano (linearità narrativa, realismo dell'ambientazione e idealizzazione dei caratteri, enfasi melodrammatica nella recitazione) e saltando a piè pari le tentazioni sperimentali provenienti dalle nascenti avanguardie europee, il grande Stroheim porta alle estreme conseguenze il...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a Rapacità (1924)

3 commenti
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14 novembre 2009 Opinione di steno79 su "Rapacità"
steno79

VOTO 10/10 Capolavoro riconosciuto del cinema muto, esistente in una versione profondamente mutilata che qualche anno fa si è cercato di integrare con fotografie provenienti dagli archivi della MGM che ricostruivano le scene perdute, ad opera dello studioso di cinema Rick Schmidlin. Questa nuova versione, che non sono ancora riuscito a vedere, sembra che duri circa quattro ore. Tuttavia, devo ammettere di non essere un grande fan di questo tipo di operazione, perchè secondo me le foto...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Rapacità (1924)

5 commenti
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7 marzo 2005 Opinione di Aquilant su "Rapacità"
Aquilant

Non a caso le prime inquadrature pongono in evidenza un paio di mani che frugano avide nella penombra di cunicoli sotterranei cosparsi di uomini di fatica intenti a scavare incessantemente alla ricerca dell’oro, oggetto della loro dannazione, prezioso metallo strappato con immane fatica alle viscere della terra e promosso a dominatore assoluto del mondo. GREED, opera intrisa di debordante realismo ed eletta a casistica dei vizi che governano l’esistenza umana, proiezione della giovinezza...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Rapacità (1924)

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