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The Rape of Recy Taylor

Regia di Nancy Buirski vedi scheda film

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La recensione su The Rape of Recy Taylor

di alan smithee
6 stelle

VENEZIA 74 – ORIZZONTI

In un documentario stilisticamente davvero notevole, forte di riprese in bianco e nero avvolgenti che sfruttano la bellezza decadente della vegetazione del sud degli States, Nancy Buirski ripercorre le tappe di quell’orgoglioso atto di denuncia che permise all’allora 24enne Recy Taylor, di divenire la prima paladina della difesa dei propri diritti civili, del proprio corpo e della dignità dello stesso di fronte ai terzi.

Nel 1944 infatti Recy venne violentata da sette ragazzi bianchi, in pieno giorno, mentre faceva ritorno a casa da messa, ove amava recarsi, appassionata di canto come era, oltre che per devozione al suo dio.

Attraverso le testimonianze di fratelli e sorelle, e di conoscenti, lo struggente documentario ripercorre le tappe fondamentali di quello che fu il primo vero processo a tutela dei diritti delle donne, abusate e violate ripetutamente sino a quegli anni, senza che nessuno potesse sporgere denuncia o far valere i propri diritti di essere umano.

L’orgoglio contro la prevaricazione, la difesa strenua dei propri diritti civili entro una società che nemmeno ancora era realmente convinta nel volerli riconoscere, divengono, grazie a persone coraggiose e determinate come Recy Taylor, i pilastri e le basi su cui si daranno battaglia, nei successivi anni ’50, altri e più famosi paladini della conquista dei diritti a favore della razza nera sulla prevaricante ed ingiustificata predominanza bianca.

Un film forte, appassionante, carico di umanità che trapela dai visi di allora e da quelli anziani e piegati dal tempo, ma ancora appassionati, di chi sa di aver combattuto per una giusta causa ed è consapevole di aver intrapreso l’unica ardua via possibile per la salvaguardia non tanto del proprio diritto violato, ma di quello di una intera comunità nemmeno più assimilabile ad una minoranza.

 

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