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The Place

Regia di Paolo Genovese vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Place

di bufera
4 stelle

Un uomo misterioso siede al tavolo di un bar tavola calda, dove riceve persone in cerca di fortuna o realizzazione dei propri desideri.Ma c'è un prezzo da pagare

locandina

The Place (2017): locandina

 

Che Paolo Genovese dopo il successo di “Perfetti sconosciuti” per la sua ultima opera THE PLACE (2017) andasse a basarsi su una serie televisiva americana minimalista “The Booth and the End”di Christopher Kubasik, non era immaginabile come non lo era che la sceneggiatura che ne ha tratto non risultasse così poco convincente.

 

Il set è un bar tavola calda claustrofobico e definito, l’impianto dell’azione è teatrale, se azione si possono chiamare i dialoghi e tutto ciò che accade  fuori campo. Sempre lì ,giorno e notte, seduto a un tavolo del bar con l’insegna al neon rossa The Place, un uomo di cui non si conosce il nome (Valerio Mastandrea) sta ad ascoltare i desideri di diversi individui, che non sono in grado di  realizzarli  e si rivolgono la lui per avere un aiuto. Imperturbabile e statico egli consulta un librone su cui prende appunti sui vari contratti che stipula con chi lo interpella che avrà il suo desiderio esaudito se commetterà un’azione spesso non buona e talora  addirittura terribile, come rapine, delitti, rapimenti, stragi  provocate da bombe piazzate a dovere e altre amenità.

 

La sfilata quotidana abbraccia un periodo in cui nove persone vanno e vengono senza quasi sovrapporsi agli altri, ma che, a loro insaputa, nell’operatività esterna si intrecceranno  spesso. Quando il desiderio è la guarigione da una malattia degenerativa di una persona cara, o la propria cecità o la scompasa di un cancro in un bambino, che vengono promesse dallo strano individuo, ci si chiede chi sia costui, se un mago o un santone o una creatura infernale o il diavolo stesso.

 

Quel volto quasi immoto, la minima gestualità, sempre uguale, l'nspiegabile insistenza per conoscere i dettagli delle storie non suggeriscono niente e tutto sa di una messa in scena metaforica per dimostrare fino a che punto può arrivare una persona pur  di ottenere un qualcosa irraggiungiungibile, anche se il costo è altissimo specie quando il desiderio sembra futile ( diventare più bella, riconquistare il marito.....).

    

L’andirivieni continua, le azioni si compiono ma non sempre, a causa di ripensamenti che si verificano come se fossero previsti, ma la suspence iniziale si affievolisce e ci si aspetterebbe un colpo di scena o una rivelazione che diano un senso più afferrabile   a ciò che si vede o si racconta. Invece il tutto scema in un finale di una tremenda banalità che gioca comunque sull’equivoco…..

 

 

L’atmosfera pesante , la brevità degli incontri, la mancanza di ironia che talvolta allegerisce anche i drammi, fanno cadere lo spettatore in uno stato di inadeguatezza e delusione, se non è rabbia, da far rimpiangere "Perfetti Sconosciuti", pur non da tutti esaltato, che aveva una tematica attuale svolta in un solo luogo ma perché si trattava di una cena e di una sorta di gioco della verità. Anche qui si accenna a temi attuali e angoscianti come il femminicidio, gli stupri, i rapimenti e gli attentati, ma con una certa superficialità.  

 

Il cast notevole e coralmente impegnato (M. Giallini, A.Borghi, S. Muccino, R.Papaleo, A. Rohrwacher, V.Puccini, S. Ferilli e Giulia Lazzarini) fa il suo meglio ed è credibile nei rispettivi ruoli di un variegato campionario umano che appella "mostro" l'uomo misterioso, nei casi in cui il contratto fallisce o ne viene percepita la crudeltà. Valerio Mastandrea, inchiodato a quel tavolo e a quella sedia, appare stanco e lontano, senza un minimo guizzo di mefistofelico come dicono che abbia il corrispettivo della serie americana. Buona e pertinente la colonna sonora.

 

scena

The Place (2017): scena

Valerio Mastandrea

The Place (2017): Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea, Vinicio Marchioni

The Place (2017): Valerio Mastandrea, Vinicio Marchioni

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