Trama

A Helsinki si incrociano i destini del cinquantenne Wikhström, che ha deciso di cambiare vita lasciando la moglie e il lavoro di venditore per aprire un ristorante, e del giovane rifugiato siriano Khaled. Bloccato per caso nella capitale finlandese, Khaled ha visto respinta la sua domanda di asilo ma ha deciso comunque di rimanere. Una sera, Wikhström lo trova nel cortile del suo ristorante e, toccato dalla sua storia, decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva.

Approfondimento

L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA: IL DESTINO DEGLI IMMIGRATI

Diretto e scritto da Aki Kaurismäki, L'altro volto della speranza racconta la storia di due destini che si intrecciano nella città di Helsinki, la capitale della Finlandia. Il cinquantenne Wikhström decide di cambiare vita lasciando la moglie e il suo lavoro di venditore di cravatte e camicie da uomo per aprire con i soldi vinti a un tavolo di poker un ristorante nella città, dove nel frattempo è anche giunto clandestinamente su una nave merci il giovane Khaled. Rifugiato siriano, Khaled è bloccato dal caso nella capitale quando, dopo aver visto la sua domanda di asilo rifiutata, decide di rimanervi iniziando a vivere come un senzatetto, destino comune a tanti altri immigrati. Una sera, Wikhström trova il giovane nel cortile del suo ristorante e, colpito dalla sua storia, decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva e di aiutarlo offrendogli un letto e un posto di lavoro. A poco a poco i due formano uno stretto sodalizio che, con gli altri dipendenti, trasforma il ristorante in una piccola comunità utopica, un luogo che simboleggia come il mondo potrebbe essere un posto migliore qualora non esistessero divisioni.

Con la direzione della fotografia di Timo Salminen, le scenografie di Markku Pätilä e i costumi di Tiina Kaukanen, L'altro volto della speranza è così raccontato dal regista: "Con questo film tento di fare del mio meglio per rompere la prospettiva europea sui rifugiati, considerati spesso o come oggetti di pietà o come disturbatori economici che con insolenza vorrebbero prendersi il nostro lavoro, le nostre mogli, le nostre case e le nostre auto. La nascita e lo sviluppo di tale pregiudizio stereotipato ricordano qualcosa di molto oscuro che l'Europa nel corso della sua storia recente ha già purtroppo affrontato. L'altro volto della speranza è, lo confesso volentieri, un film che tende in una certa misura e senza scrupoli a provare a influenzare il parere dello spettatore e a manipolare i suoi sentimenti e i suoi punti di vista. Forse tale tentativo fallirà miseramente ma ho voluto provarci realizzando un'opera integra, forse un po' triste e condita da elementi di umorismo e realismo in grado di far riflettere sulla sorte di alcuni uomini nel nostro mondo contemporaneo".

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Il cast

A dirigere L'altro volto della speranza è Aki Kaurismäki, regista e sceneggiatore finlandese che nella sua vita ha svolto vari lavori (tra cui postino, lavapiatti e critico cinematografico) prima di fondare una sua compagnia di produzione e distribuzione cinematografica (chiamata Villealfa, in omaggio ad... Vedi tutto

Commenti (3) vedi tutti

  • che sia una questione d'identità -rinnegarla, mantenerla, barattarla- l'altro volto della speranza, per la sopravvivenza, su cui riflette il sempre lucido ma più malinconico Kaurismaki? che il realismo magico delle favole e dei miracoli non sia più sufficiente a fronteggiare la desolata/desolante realtà, uguale per tutti?

    commento di amandagriss
  • Come nei suoi precedenti film, Kaurismaki segue con partecipazione le storie dei personaggi che ama: i perseguitati dalla sorte, gli emarginati, e gli “irregolari”, quelli che non accettano di adeguarsi ai disvalori diffusi; quelli che non si integrano, quelli che non sopportano l’omologazione.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Ancora una favola che punta sulla tolleranza. Un impeto di urgenza più forte del solito sembra animare l'autore finlandese, che si butta anima e corpo a difendere le sue tesi, senza mai rinunciare al suo stile unico, fuori tempo, fuori dal mondo, forte di inquadrature uniche che ci proiettano nel mondo sospeso, ma molto attuale, dell'emarginazione.

    leggi la recensione completa di alan smithee
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laulilla di laulilla
8 stelle

L’incontro era stato violento: un pugno del giovane Khaled (Sherwan Haji), prontamente restituito dal meno giovane Wikström (Sakari Kuosmanen); sangue dal naso per entrambi,  sommaria medicazione e improvviso e sorprendente rovesciamento della situazione, in puro stile Kaurismaki, il regista che aveva già presentato Khaled, ma che aveva detto... leggi tutto

5 recensioni positive

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La recensione più votata delle sufficienti

ed wood di ed wood
6 stelle

Un Kaurismaki sottotono a questo giro. “L’altro volto della speranza” (titolo italiano orrendo) è una sorta di cine-replicante, un veicolo che viaggia col pilota automatico e con la benzina avanzata dalle splendide opere precedenti del cineasta finlandese. Un’estetica fin troppo collaudata, che mescola humour laconico ed asciutta pietas, scenografie colorate e... leggi tutto

3 recensioni sufficienti

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mm40 di mm40
5 stelle

Finlandia. Wilkstroem apre un ristorante e, impietosito, assume come uomo delle pulizie un immigrato clandestino siriano scovato nel retro del locale. Lo straniero, oltre che per trovare un posto in cui vivere, sta lottando per rivedere sua sorella, anch'essa in fuga dalla Siria da tempo.   Un piccolo flop, L'altro volto della speranza, per un regista assolutamente unico quale è...

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elleni di elleni
10 stelle

Quelli di Hollywood party, la trasmissione di cinema di radio tre, l'han definito il più bel film dell'anno. Certo è che il regista finlandese ti fa entrare come nessuno nelle tragedie contemporanee. E' come se ti pulisse lo sguardo e la mente, ponendoti di fronte a te stesso, senza alcuna retorica, ma anche senza alcuna esitazione. Quello di Kaurismaki è un cinema...

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champagne1 di champagne1
8 stelle

Khaled arriva con diverse peripezie dalla Syria in Finlandia ove chiede asilo politico ("mi hanno detto che voi siete buoni e comprendete cosa vuol dire essere profughi, perché in passato lo siete stati anche voi"), ma la sua domanda viene respinta. Wikstrom è un uomo d'affari in una fase cruciale della sua vita: si separa dalla moglie e cambia attività, investendo i suoi...

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leporello di leporello
5 stelle

     Non so bene cosa sia rimasto dell’irresistibile Kaurismäki degli anni ‘ 80 e ’90: dopo “Juha”, che venne annunciato come “L’ultimo film in bianco e nero del millennio”, il regista finlandese è piuttosto sbiadito, pur accendendo sempre più le sue pellicole di colori forti e facendo di questi (ahimè,...

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ed wood di ed wood
6 stelle

Un Kaurismaki sottotono a questo giro. “L’altro volto della speranza” (titolo italiano orrendo) è una sorta di cine-replicante, un veicolo che viaggia col pilota automatico e con la benzina avanzata dalle splendide opere precedenti del cineasta finlandese. Un’estetica fin troppo collaudata, che mescola humour laconico ed asciutta pietas, scenografie colorate e...

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sorry di sorry
9 stelle

Un film notevole per la sua umanità complessa, ma allo stesso tempo semplice. Wikhstroem, apparentemente glaciale e antipatico, quasi mafioso, che gradualmente rileva sua grande umanità pressochè anemotiva, nel rapporto con i deboli, in primis Kahled, ma anche con i suoi dipendenti e perfino con il cagnolino, dapprima verbalmente cacciato, ma poi accolto e benvoluto. Anche...

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laulilla di laulilla
8 stelle

L’incontro era stato violento: un pugno del giovane Khaled (Sherwan Haji), prontamente restituito dal meno giovane Wikström (Sakari Kuosmanen); sangue dal naso per entrambi,  sommaria medicazione e improvviso e sorprendente rovesciamento della situazione, in puro stile Kaurismaki, il regista che aveva già presentato Khaled, ma che aveva detto...

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Uscito nelle sale italiane il 3 aprile 2017

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alan smithee di alan smithee
7 stelle

"L'altro volto dell'accoglienza": un cinquantenne finlandese triste e un pò solitario decide di cambiare vita per cercare di dare una svolta ad una esistenza grigia e senza soddisfazione alcuna. Tenta perciò di aprire un ristorante, primo sogno creativo e vitale dopo una vita incolore spesa a fare controvoglia il rappresentante di moda maschile. Quando davanti al suo...

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