Trama

1980. Lo svedese Björn Borg è uno dei più leggendari tennisti della storia dello sport. Grande icona, Borg ha uno dei suoi più grandi rivali nel giovane e talentuoso statunitense John McEnroe, con cui si contende la vittoria nel grande torneo internazionale di Wimbledon. Entrambi destinati alla leggenda, pagano in realtà prezzi molto alti per essere chi sono.

Approfondimento

BORG MCENROE: LA FINALE DI WIMBLEDON DEL 1980

Diretto da Janus Metz e sceneggiato da Ronnie Sandahl, Borg McEnroe racconta la storia della rivalità tra i tennisti Björn Borg e John McEnroe. Corre l'anno 1980 quando sta per cominciare Wimbledon, il torneo di tennis più prestigioso al mondo, e il titolo di miglior giocatore di tennis del mondo sembra essere già nelle mani dello svedese Borg per la quinta volta. Tuttavia, nonostante abbia solo 24 anni, Borg si sente esausto: soffre di ansia ed è consapevole di aver bruciato oramai tutte le tappe, avendo cominciato a giocare quando era poco più che un bambino. Lo statunitense John McEnroe, invece, ha appena vent'anni e tanto fuoco dentro: il suo sogno è quello di spodestare Borg e vincere Wimbledon. Nonostante ciò, sebbene sia più giovane, si sente sempre più come Borg, come se fosse intrappolato in una gabbia. In pubblico, il comportamento di McEnroe fa la differenza e i mass media accentuano lo scontro tra i due, ponendo l'accento sulla freddezza di Borg e sull'esuberanza del secondo. A poco a poco, i due tennisti si renderanno però conto che l'unica persona al mondo in grado di capire quanto ognuno stia vivendo è proprio colui che i giornali vogliono suo avversario.

Con la direzione della fotografia di Niels Thastum, le scenografie di Lina Nordqvist, i costumi di Kicki Ilander e le musiche di Vladislav Delay, Jon Ekstrand, Carl-Johan Sevedag e Jonas Struck, Borg McEnroe si concentra sull'indimenticabile match che Borg e McEnroe si ritroveranno a disputare durante la finale di Wimbledon. A descrivere meglio il progetto, scelto come titolo di apertura del Festival di Toronto 2017, sono le parole del regista Janus Metz: "Per me, Borg McEnroe è la versione tennistica di Toro scatenato di Martin Scorsese. Björn Borg e John McEnroe sono in lotta per essere i migliori nella loro disciplina. Entrambi sono giovani e desiderano dimostrare, prima di tutto a loro stessi e all'altro, di essere qualcuno da prendere seriamente in considerazione. I due giocheranno l'uno contro l'altro ma anche contro i propri demoni personali: entrambi condividono talvolta il lasciarsi andare agli eccessi, finendo occasionalmente per superare i propri limiti. Ciò ha di certo contribuito a renderli delle icone di successo, sebbene le loro personalità siano agli antipodi. In più, entrambi si riconoscono nell'altro: tutti e due giocano a tennis e ne fanno una questione di vitale importanza. Ecco perché Borg McEnroe non è solo un film di sfide ma anche la storia di come è nata un'amicizia tra due uomini solitari che, capendosi a vicenda, si avvicinano lentamente.

Per rappresentare al meglio i demoni interiori dei protagonisti ho scelto di girare spesso con la camera a mano e con la steadycam. Ciò mi ha permesso di avere immagini realistiche ed immediate, a cui vanno associate altre immagini quasi simboliche che, entrate nella leggenda, restituiscono l'atmosfera e il significato storico del periodo. Il film del resto racconta dello scontro tra due titani e per tale ragione necessita anche di una certa epica. Mi sono basato su eventi reali e sulla finale di Wimbledon del 1980 entrata nella storia. Chi ha vissuto quel periodo, io ero un bambino, ricorda come i tennisti fossero delle icone pop al pari delle rockstar. Nella mia famiglia, si aspettava la finale di Wimbledon con la stessa trepidazione della messa di Natale nella cattedrale di St. Paul. I ragazzini si pettinavano persino come i tennisti. Il tennis aveva un alone di sacralità da cui era difficile fuggire. Oggi, a distanza di anni, capisco meglio l'importanza emotiva della finale tra Borg e McEnroe, tra due uomini che rappresentavano la lotta tra due continenti, due atteggiamenti contraddittori e due modi di essere".

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Il cast

A dirigere Borg McEnroe è il regista e sceneggiatore danese Janus Meltz. Classe 1974, Meltz si è laureato in Comunicazione alla Roskilde University prima di cominciare a lavorare come ricercatore per il mondo dei documentari e trasferirsi in Sudafrica. Nel continente nero ha cominciato a lavorare dietro le quinte... Vedi tutto

Commenti (8) vedi tutti

  • il bello del film sono le foto, vere, alla fine. ridicolo. macchiette.

    commento di Ottiperotti
  • molto meglio andarsi a vedere direttamente quella finale dell'80, al di fuori del campo c'è poco o nulla da dire e il film lo dimostra, noioso.

    commento di giulmar
  • Il tennis è uno sport individuale con scontro (e non "incontro"!) diretto. Ci vuole "cattiveria", con sé stessi o con l'altro o col mondo. Il film rappresenta questo concetto egregiamente, a cominciare dalla regia: inquadrata sempre una sola parte di campo e soltanto nello "scontro" finale appare il tutto campo. Ottimo cast. Voto 7.5

    commento di nissaki66
  • Borg McEnroe è un film senza dubbio godibile e a tratti avvincente, anche se la presa di posizione a favore del tennista svedese e una certa superficialità, pur non compromettendo l'opera, ne limitano fortemente le potenzialità.

    leggi la recensione completa di Malpaso
  • Film deludente, sia sotto l'aspetto delle ricostruzione sportiva sia per una sceneggiatura debolissima che sconfina spesso nel patetico.

    leggi la recensione completa di siro17
  • Il tennis non è come il calcio o l'hockey: non conta solo vincere, ma anche come si vince. Non è uno sport per tutti i ceti sociali.

    leggi la recensione completa di champagne1
  • “Borg McEnroe” propone una sfida sportiva che si scioglie in un discorso più ampio, coinvolgendo in un attimo anche chi con il tennis non ha il benché minimo rapporto. Storicamente, il tennis con il cinema quaglia poco e anche questa volta il matrimonio presenta diversi limiti. Aspettiamo il momento dell’ultradecennale sfida tra Federer e Nadal.

    leggi la recensione completa di supadany
  • Il tennis usa il linguaggio della vita: vantaggio, servizio, errore, pausa, amore (o zero). Ogni partita è una vita in miniatura Andre Agassi

    leggi la recensione completa di gaiart
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supadany di supadany
6 stelle

Non si può vincere per sempre, prima o dopo è inevitabile confrontarsi con la sconfitta. È una legge della natura. Può succedere quando sei vicino a un traguardo importante, oppure quando hai già scritto una pagina di storia – personale, sportiva, politica, civile – che nessuno ti può togliere (il record sì, il successo che fu, no),... leggi tutto

2 recensioni sufficienti

Recensioni

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champagne1 di champagne1
7 stelle

Quando Borg è all'apice del successo e dipinto come un giocatore-macchina, ecco che appare all'orizzonte un giovane tennista americano capace tanto di insolenti intemperanze nei confronti del pubblico e del giudice di linea quanto di colpi sublimi ed estrosi. Tutti li aspettano all'edizione1980 Wimbledon, in un match che ancora oggi viene considerato una delle più belle partite... leggi tutto

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Nel mese di gennaio questo film ha ricevuto 4 voti
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