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Racer and the Jailbird

Regia di Michael R. Roskam vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Racer and the Jailbird

di alan smithee
5 stelle

VENEZIA 74 – FUORI CONCORSO

Un ladro bello e scaltro si innamora di una pilota di auto da corsa, pure lei bella, ma anche ricca e circondata da una famiglia protettiva ed accondiscendente.

Tra i due l’appeal è tale che non rivedersi né rincontrarsi diviene impossibile, anche se i dubbi sulle incognite inerenti il vero lavoro, celato con cura, da parte del ragazzo, non smettono mai di divenire il vero cruccio da parte della donna. Che tuttavia non si tira indietro nemmeno dinanzi ad una proposta di matrimonio: l’amore vince ogni altra problematica od ostacolo che si interpone nel percorso tutto a curve e tutto imprevisti, come un vero e proprio circuito da corsa.

Michael R. Roskam - cineasta belga abile nell’intrigo action, qui alla sua terza opera dopo i validi “Bullhead” e l’avventura americana consumatasi con il film “Chi è senza colpa”, mantiene il sodalizio artistico, qui confermato creando un trittico, col valido e fascinoso Matthias Schoenaerts, e ci introduce con energia e ritmo sostenuti - coerenti con la dinamica delle due attività dei due nostri bellissimi amanti - lungo una rocambolesca love story, improbabile quanto seducente.

Elemento spiazzante e fondamentale, risulta l’alchimia perfetta che il duo amoroso ad alto tasso di erotismo, rappresentato dalla coppia attoriale azzeccatissima Schoenaerts-Exarchopoulos, è in grado di esercitare sul pubblico, ricordandoci per molti aspetti la torrida esaltante intesa raggiunta da un’ altra coppia esemplare, ma negli ormai lontani anni ’80: quella formata da  Richard Gere e Valerie Kaprinsky in All’ultimo respiro, remake non vergognoso del classico di Godard, Fino all’ultimo respiro.

Ma il film, pur funzionando come cast, come direzione (molto belle soprattutto alcune riprese in corsa con la macchina da presa sul paraurti del veicolo), come ritmo, diventa poi vittima delle stesse forzate premesse: quelle stesse audaci impalcature che sostengono tutta la improbabile ed ardita vicenda, fino a eccedere nella sfrontatezza melodrammatica di una love story impossibile, destinata a naufragare inesorabilmente e a far crollare di colpo anche le argomentazioni apparentemente più solide e convincenti, menzionate poco sopra.

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