C'era una volta in America (1984)




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Humor umorismo in C'era una volta in America: presente
Ritmo ritmo in C'era una volta in America: molto forte
Impegno impegno in C'era una volta in America: molto forte
Tensione tensione in C'era una volta in America: molto forte
Erotismo erotismo in C'era una volta in America: presente

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18/05/2012

Cannes, "C'era una volta...", una scena tagliata

Stasera, sarà presentata la versione integralissima del capolavoro assoluto di Sergio Leone. Non necessita presentazioni. Da "TrovaCinema", affiggo questo pezzo, estratto che fu davvero...

di Travis Bickle 1979

La trama

Nella storia di due gangster divisi dalla vita, la fine di un sogno.

Anni Venti: due ragazzini ebrei, Max e Noodles, iniziano la loro carriera nella malavita con piccoli traffici. Noodles, innamorato di Deborah, finisce in prigione e ne esce durante il proibizionismo. La banda continua a fare affari d'oro, ma a poco a poco tra Max e Noodles il rapporto si va guastando. Un giorno, Max resta ucciso in uno scontro a fuoco: ormai Noodles è veramente solo, ma trent'anni dopo riceve una lettera... Vero e proprio "film-testamento" di Leone, che vi riversa il suo personale amore per il cinema della grande Hollywood con un'impetuosità e una devozione assolute. Un affresco insieme epico e realistico, "mitologico" e malinconico. 

Opera sterminata che gioca con il Tempo e la Memoria (di un uomo e di un Paese), l’ultimo capolavoro di Sergio Leone ha avuto un destino beffardo: il Tempo ha giocato con lui, portandoci, a quasi 30 anni di distanza dalla sua creazione, una (ennesima) versione dal montaggio inedito, nel cui tessuto sono state ricucite (grazie all’abile lavoro dell’Immagine Ritrovata di Bologna, con il finanziamento di Gucci e della Film Foundation di Martin Scorsese) 6 sequenze tagliate dall’edizione europea del 1984. Ventisei minuti in tutto: poca cosa, in confronto alla durata epocale del film, che pure, attraverso i segni inevitabili che il tempo ha lasciato sulla pellicola, sono in grado di rendere anche più grande un’opera gigantesca.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 45/2012

Se la Storia del Cinema venisse per sbaglio cancellata dalla memoria del mondo, una proiezione di C’era una volta in America basterebbe a riportarla in vita per intero. Sarebbe sufficiente che Noodles/Robert De Niro accostasse gli occhi a quel buco nel muro del bagno e rivedesse, circonfusa di farina e d’amore, Deborah/Jennifer Connelly danzare su Amapola: ci ricorderemmo tutti di colpo cos’è il Cinema e perché è stato inventato. Opera sterminata che gioca con il Tempo e la Memoria (di un uomo e di un Paese), l’ultimo capolavoro di Sergio Leone ha avuto un destino beffardo: il Tempo ha giocato con lui, portandoci, a quasi 30 anni di distanza dalla sua creazione, una (ennesima) versione dal montaggio inedito, nel cui tessuto sono state ricucite (grazie all’abile lavoro dell’Immagine Ritrovata di Bologna, con il finanziamento di Gucci e della Film Foundation di Martin Scorsese) 6 sequenze tagliate dall’edizione europea del 1984. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ethan scritta il 04/05/2013 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

'C'era una volta in America', tratto dal romanzo 'Mano armata' di Harry Grey, è il film-testamento del maestro Sergio Leone che, cinque anni dopo l'uscita, morì improvvisamente lasciando alcuni progetti incompiuti, come ad esempio quello sull'assedio di Leningrado oppure 'Un posto che solo Mary conosce'.
Uscito nel 1984, vede le sue radici negli anni appena successivi a 'Giù la testa' del 1971 e si avvale di cinque sceneggiatori oltre a Leone stesso, che sviluppano una complessa vicenda ambientata nella malavita di etnia ebraica del Lower East Side di New York che copre un arco di tempo che va dal 1922 al 1968, suddivisa in quattro periodi - appunto 1922, 1932, 1933 e 1968 - strutturati con un ampio uso di flashback e flashforward.
I temi sono quelli tipici dell'autore romano, come l'amicizia, il tradimento, la lealtà, la fedeltà, la violenza, lo scorrere del tempo, sullo sfondo di un contesto storico ben preciso e delineato, in questo caso l'America del Proibizionismo, ma ciò che fa di quest'ultimo suo film un capolavoro anche superiore ai pur altri grandi film precedenti è l'impeto, la generosità, l'amore del regista per la settima arte che traspare dalla costruzione di ogni singola inquadratura e sequenza, che possono essere viste, in seconda lettura, anche come un omaggio sia ai classici del gangster movie del passato, sia all'America, più però quella dei suoi sogni che reale.
I toni sono epici, i tempi sono dilatati ma non c'è mai un attimo di pausa e ogni scena è essenziale e brilla di luce propria anche se estrapolata dal contesto.
Va dato merito, per la riuscita dell'opera al prezioso ed immane lavoro del montatore Nino Baragli, alla minuziosa scenografia di Carlo Simi, al direttore della fotografia Tonino Delli Colli che, grazie alle sue luci, dà alla storia una dimensione dai contorni onirici nonché alla colonna sonora del fido Morricone, che identifica ciascun personaggio principale con un tema musicale diverso.
E' un film costruito sulla coralità degli interpreti, dai quali spicca ovviamente un sensazionale Robert De Niro, nel ruolo di Noodles, gangster idealista e, a suo modo, leale ma anche ingenuo, perennemente innamorato di Deborah(Jennifer Connelly da bambina e Elizabeth McGovern da adulta) - fredda calcolatrice, più interessata alla carriera che a lui - sempre pronto a gettarsi in soccorso dei suoi amici anche a costo di rimetterci dieci anni della sua infanzia in galera - una toccante scena di lui che entra nel penitenziario ricorda, come giustamente ho letto, l'arresto di Antoine Doinel ne 'I quattrocento colpi' di Truffaut - e perdere tutto quello per cui si era battuto. Sua la battuta più bella del film quando, rispondendo al gestore del locale e fratello di Deborah, 'Fat' Moe che gli chiede, dopo il suo ritorno a 35 anni di distanza, ''Cos'hai fatto in tutti questi anni?'' afferma in maniera laconica ''Sono andato a letto presto''.
Da evidenziare poi le maiuscole prove di James Woods, che tiene testa al grande Bob nella parte di Max, prima suo braccio destro ma poi vera guida e mente della gang - divenuta nel tempo una vera organizzazione - e, alla fine, addirittura un senatore sotto falso nome con l'acqua alla gola che svela tutti i suoi sotterfugi nella scena finale, che sancisce la fine della loro amicizia; Elizabeth McGovern, la risoluta Deborah da adulta, il 'sogno' e l'amore idealistico ed incompiuto di Noodles; Tuesday Weld, amante, anch'essa abbandonata da Max; infine in ruoli brevi ma incisivi sono da ricordare Burt Young, un gangster italoamericano che fa una brutta fine, James Russo, il 'rivale' giovanile dei ragazzi e Danny Aiello, un poliziotto messo alle strette dalla banda.
L'inquadratura finale, con Noodles che, inebetito nella fumeria d'oppio, sorride guardando in macchina, è stata definita 'il sorriso più bello della storia del cinema'.
Voto: 10. (visto nella extended version restaurata nel 2012).
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SI

Opinioni su C'era una volta in America


11 maggio 2013 Opinione di scandoniano su "C'era una volta in America"
scandoniano

Capolavoro di Sergio Leone, che narra la storia di Max, Noodles, Patsy e Coockeye, quattro gangster che si rincorrono attraverso un andirivieni di flashback e flashforward, che sono un vero trattato di montaggio col quale il regista tratteggia tre epoche: l’infanzia e i primi colpi negli anni ’20, il ricongiungimento dopo la scarcerazione di Noodles negli anni ’30 e il ritorno di quest’ultimo a New York alla soglia degli anni ’70. Leone racconta l’epopea, un po’...

voto al film: scandoniano assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

1 commento
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4 maggio 2013 Opinione di Pietro1729 su "C'era una volta in America"
Pietro1729

<<Epico?Il film si chiama C'era una volta in America non L'America>> dice Walter Veltroni.Non avrei potuto cominciare questa recensione con un inizio migliore di questo.Stiamo parlando dell'ultimo film di Sergio Leone,il suo ultimo capolavoro.Siamo nel 1984 e Sergio Leone decide si cambiare location.Il West viene abbandonato per lasciare spazio all'America degli anni '20,'30 e fine anni '60.Ci troviamo dinanzi ad una pellicola di 4 ore.Gran parte dei registi avrebbe reso questo...

voto al film: Pietro1729 assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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4 maggio 2013 Opinione di ethan su "C'era una volta in America"
ethan

'C'era una volta in America', tratto dal romanzo 'Mano armata' di Harry Grey, è il film-testamento del maestro Sergio Leone che, cinque anni dopo l'uscita, morì improvvisamente lasciando alcuni progetti incompiuti, come ad esempio quello sull'assedio di Leningrado oppure 'Un posto che solo Mary conosce'. Uscito nel 1984, vede le sue radici negli anni appena successivi a 'Giù la testa' del 1971 e si avvale di cinque sceneggiatori oltre a Leone stesso, che sviluppano una complessa vicenda...

voto al film: ethan assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

6 commenti
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5 dicembre 2012 Opinione di Blue Velvete su "C'era una volta in America"
Blue Velvete

Grandissimo film! 

voto al film: Blue Velvete assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)



1 dicembre 2012 Opinione di fayValentine su "C'era una volta in America"
fayValentine

Con 'C'era una volta in America' Sergio Leone trascende, va oltre i suoi peculiarissimi spaghetti-western. Da premettere che già questo genere, inizialmente visto con la puzza sotto il naso dalla maggiorparte della critica, nasconde trame coinvolgenti e personaggi indimenticabili, sotto la facciata del tipico western con la classica scaletta: il buono contro il cattivo! Ma con quest'opera il regista, realizza qualcosa di unico; al film drammatico sulla tematica mafiosa (che per un periodo...

voto al film: fayValentine assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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24 ottobre 2012 Opinione di John Nada su "C'era una volta in America"
John Nada

“Crimine, passione e sete di potere – La saga esplosiva di Sergio Leone sulla malavita in America.” [Frase di lancio per l'uscita cinematografica australiana] “Come ragazzi, hanno fatto un patto per condividere le loro fortune, i loro amori, le loro vite. Come uomini, hanno condiviso un sogno per sollevarsi dalla miseria e raggiungere il potere. La loro storia è ora un immagine "C'era una volta", e un'unica esperienza cinematografica.” [Frase di lancio per l'uscita...

voto al film: John Nada assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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24 ottobre 2012 Opinione di alan smithee su "C'era una volta in America"
alan smithee

E' un lunedi sera come tanti, e il Paese s'accinge a trascorrere, nell'intimita' delle proprie famiglie, la solita serata di zapping televisivo tra le centinaia di proposte delle centinaia di canali che un digitale terrestre, mai richiesto né agognato, ci propone ogni momento senza un attimo di tregua. In sala, spettacolo unico ore 20, proiettano la versione integrale dell'ultimo capolavoro di Sergio Leone, gia' visto almeno un paio di volte, ma mai in sala (all'epoca, lo ammetto senza...

voto al film: alan smithee assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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23 ottobre 2012 Opinione di GIMON 82 su "C'era una volta in America"
GIMON 82

Per me è emozionante scrivere di questo film,un paradigma universale sul senso della vita e dei ricordi trasmessi nel mondo del cinema.Un capolavoro unico e inarrivabile,ingiustamente bistrattato da case di produzione e critica,ma a dispetto di cio' rimasto li,stagliato nella potenza visiva e poetica, immutato nel fascino epocale di cui è saturo.Tempo fa pubblicai una playlist intitolata "I luoghi della memoria" e vi ho inserito questo film,una pellicola della memoria,il cui fantastico...

voto al film: GIMON 82 assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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20 ottobre 2012 Opinione di glm su "C'era una volta in America"
glm

ancora una volta una grande “beffa” cinematografica orchestrata da leone che anche in questa versione estesa ci fa vedere come un uomo possa perdere tutto (soldi, donna e amici) ma che poi una volta diventato vecchio possa raggiungere la pace dei sensi così da prendersi una clamorosa rivincita sull’amico fraterno creduto morto,un’ opera come sempre colossale,monumentale ed epica che risulta essere il film più violento ed insieme romantico del grande regista italiano,una pellicola...

voto al film: glm assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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20 ottobre 2012 Opinione di billykwan su "C'era una volta in America"
billykwan

John Ford ci ha insegnato che quando la storia diventa leggenda, vince la leggenda. Sergio Leone raccoglie l'ideale testimone e dipinge l'America del Sogno, in un affresco epico e malinconico, cupo e disperato, dove poesia e violenza si coniugano in un connubio irripetuto. L'America è nata nelle strade ed è lì che i quattro cavalieri del Fat Moe's muovono i primi passi. Dominik, il quinto, morde la polvere e segna la definitiva perdita dell'innocenza di Noodles. Deborah danza sulle punte,...

voto al film: billykwan assegna il voto ottimo a C'era una volta in America (1984)

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