Nel nome del padre (1994)
Con Daniel Day-Lewis, Pete Postlethwaite, Emma Thompson, John Lynch
La trama
La storia vera di una famiglia irlandese stritolata dalla "giustizia" britannica.
Gerry Conlon, suo padre Giuseppe, il suo amico Paul Hill e le loro famiglie vengono arrestati dopo un attentato dell'Ira. Sotto tortura, Gerry e Paul "confessano", e malgrado prove evidentissime della loro estraneità tutti vengono condannati. Solo nel 1989, dopo quindici anni, durante i quali Giuseppe Conlon muore, una campagna di controinformazione porterà alla revisione del processo.
Il film segue un doppio percorso: quello delle drammatiche vicende dei protagonisti e quello del rapporto fra Gerry e suo padre. Narrazione di forte efficacia emotiva e grandi prove degli attori. La faccenda raccontata nel film si ispira a un fatto veramente accaduto, a sua volta ripreso dal libro autobiografico di Gerry Conlon "Il prezzo dell'innocenza". E in Inghilterra, il film ha aperto un dibattito sui rapporti tra Londra e i repubblicani nordirlandesi. Bono è tra gli autori della colonna sonora.
L'opinione più votata
Di cheftony scritta il 22/10/2010 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Nel nome del padre è uno strascico della guerra civile (ma anche di religione) che ha attanagliato nel XX secolo il Regno Unito e si presenta come la vera odissea di Gerry Conlon (un monumentale Daniel Day-Lewis), giovane ladruncolo di Belfast trovatosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, vale a dire a Londra mentre scoppiava una bomba nel pub di Guilford, provocando 5 morti e 65 feriti. La polizia di Sua Maestà si mostra immediatamente fedele all'osceno provvedimento sulla prevenzione del terrorismo stilato dal governo britannico e sottopone a violenze fisiche e psicologiche Gerry e tre suoi amici irlandesi per strappare loro una confessione, in modo da placare una popolazione infervorata dall'odio verso i cattolici irlandesi, dimostrando che il programma per la sicurezza funziona.
Disperati, i ragazzi firmano una confessione e vengono severamente condannati e Gerry in particolare viene condannato all'ergastolo. Questa faida di stato Inghilterra-Irlanda coinvolge anche la famiglia di Gerry, fra cui i parenti di Londra che lo ospitavano e soprattutto il padre Giuseppe (il bravo e spigoloso Pete Postlethwaite), intervenuto per difendere il figlio e ritrovatosi coinvolto con accuse di complicità.
Nonostante siano innocenti, Gerry e Giuseppe si ritrovano in carcere insieme nei famigerati "blocchi H", reparti speciali per i detenuti irlandesi (dove trovarono la morte Bobby Sands ed altri presunti terroristi dell'IRA), odiati dagli altri carcerati e maltrattati dai secondini. La loro diversità e il loro non idilliaco rapporto cessano dopo poco tempo di essere un problema ed entrambi, ognuno a modo suo, lottano per la loro riabilitazione, con l'esuberante Gerry che non riesce a stare lontano dai guai nemmeno in prigione, dove riscopre comunque l'affetto verso un genitore che per anni aveva odiato.
Nel 1989, una giovane avvocatessa riuscirà a far riaprire il dossier e a scagionare i ragazzi da tutte le accuse e Gerry, ormai maturato, continuerà a lottare affinché venga riabilitato il (particolare) nome del padre, Giuseppe, morto in galera in preda ad una malattia polmonare.
Nel nome del padre è ovviamente un film di parte, ma sentito, preciso e toccante, per quanto necessariamente moralista; Sheridan, forte di una storia profonda, di una gran colonna sonora e delle interpretazioni magnifiche di Day-Lewis e Postlethwaite, gira un gran film sull'IRA e sulla Corona Britannica, mostrandoci le due facce del terrorismo e suscitando immediatamente il paragone con l'attuale e folle colonizzazione occidentale del Medio Oriente. Anche il vero Gerry Conlon ha avuto modo di dire: "I detenuti di Guantanamo devono combattere contro il sospetto e l'ostilità che noi provammo sulla nostra pelle, perché l'atmosfera di questi giorni è perfettamente identica a quella degli anni in cui noi fummo mandati per errore in prigione. L'unica differenza è che il colore della pelle e la religione sono cambiati".
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15 giugno 2012 Opinione di GIMON 82 su "Nel nome del padre"
L'ingresso nel film è puro "pathos":un connubio potentissimo di atrocita' e folklore IRISH ,la bomba nel pub di Guilford è trascinata dalle note di "In the name of the father".Un inizio da balzo di poltrona,forte e duro come l'intero film.Le fiamme e le macerie londinesi ci proiettano all'interno di una Belfast lacerata,in odore di guerriglia in nome della liberta'.Una citta' all'odore di "piombo",la madre dei "ribelli" armati dall'utopia idealista.Sui tetti spioventi vi è un figlio...
voto al film: 
2 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Nel nome del padre"
Un film che si avvale molto del suo protagonista per entrare in un argomento non troppo originale, anche se giusto e nato da un fatto reale. Una educazione sentimentale che ci porta alle scelte fatidiche del protagonista. La regia e sceneggiatura avalla un terreno che ci porta nella direzione prevista, anche da noi spettatori, ma il fattore drammatico che ne viene fuori, non è mai scontato o preordinato, ma ben condizionato al momento cruciale a cui si riferisce. Un film...
voto al film: 
12 giugno 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Nel nome del padre"
Quando, a inizio anno, proprio dalle pagine di Film Tv, ho appreso della scomparsa di Pete Postlethwaite, il mio pensiero è andato subito al personaggio di Giuseppe Conlon. Onesto, integro, dignitoso, pieno di pietas e, nonostante i patimenti subiti, di fiducia nella giustizia vera, è nel suo nome che Daniel Day Lewis comprende, alla fine di un'odissea giudiziaria come raramente se ne sono viste nella vita e sullo schermo, di dover portare avanti una battaglia di diritto...
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9 giugno 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Nel nome del padre"
E' un film d'impegno civile tutto sommato ben fatto. Ha ritmo, vi sono diverse scene memorabili e riesce a coinvolgere lo spettatore. Gli attori sono davvero convincenti. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 impegno:3 tensione:3
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9 giugno 2011 Opinione di erpiccoletto su "Nel nome del padre"
Un film dalle forti emozioni, si sente in modo vivo e persuasivo il senso di ingustizia verso i carcerati!
voto al film: 
22 ottobre 2010 Opinione di cheftony su "Nel nome del padre"
Una storia vera, che comincia a Belfast nel 1974; impossibile non parlare dell'IRA, acronimo per Irish Republican Army, letteralmente Armata della Repubblica d'Irlanda. Armata e non esercito, dato che l'attività dell'IRA si basa sulla solidarietà anche dei non attivisti e su un terrorismo strategico, volto a colpire con ordigni esplosivi gli inglesi, a suo tempo colonialisti e nel presente dittatori dell'Irlanda del Nord, i cui propositi indipendentisti sono soffocati da...
voto al film: 
11 ottobre 2010 Opinione di luca826 su "Nel nome del padre"
VOTO 6,5 BLOCCATO (6 Ottobre 2010) Film encomiabile dal punto di vista dei contenuti e dell'impegno civile ma discutibile nel metodo scelto nella rappresentazione cinematografica. Infatti la retorica il più di una volta blocca il coinvolgimento emotivo, sprecando delle ottime interpretazioni di tutto il cast (mi fa impazzire Emma Thompson, sottotono, ironica, cocciuta) e una storia complessa e simbolica. La vita del carcere è troppo edulcorata e facile, sembra un albergo,...
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28 settembre 2010 Opinione di danandre67 su "Nel nome del padre"
ha il suo impatto emotivo ,anche se il film non convince del tutto,troppa retorica
voto al film: 
17 aprile 2010 Opinione di Ibury su "Nel nome del padre"
Commuove, indigna ma non convince
voto al film: 
16 gennaio 2009 Opinione di Notorious su "Nel nome del padre"
Un film che rivedo spesso e che non manca di suscitare in me forti emozioni.Probabilmente una delle più grandi e intense prove del regista irlandese Jim Sheridan.Tratta dal romanzo autobiografico "Proved Innocent" di Gerry Conlon,la pellicola vinse un meritatissimo Orso D'Oro a Berlino nel 1994.
voto al film: 
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