The Blues Brothers (1980)
Con John Belushi, Dan Aykroyd, John Candy, Carrie Fisher
La trama
Ricostituiscono la vecchia band per salvare il loro vecchio orfanotrofio.
Jake Blues (John Belushi) è appena uscito di galera. Elwood (Dan Aykroyd), suo fratello, gli spiega che, se non si trovano 50 mila dollari da versare alle tasse entro pochi giorni, l'orfanotrofio di Chicago nel quale sono cresciuti sarà costretto a chiudere. Alla messa rhythm'n'blues del reverendo James Brown, per Jake si apre uno spiraglio: ricostituire la vecchia "Blues Brothers Band", organizzare un concerto e con il ricavato pagare gli arretrati delle tasse. Più facile a dirsi che a farsi, naturalmente...
Abbiamo la certezza che non esiste(rà) un altro film come questo: perché ha la colonna sonora più bella della Storia del Cinema, perché la grazia che il reverendo James Brown invoca sui fedeli sembra essere scesa a pioggia su tutti i nomi che sfilano nei titoli di coda, perché un’alchimia come quella tra Aykroyd e Belushi non si può ripetere. Ma soprattutto per l’anarchia totale, ferocemente gioiosa, che lo abita: al diavolo i nazisti, gli sbirri, le donne (un tris meraviglioso di sedotte e abbandonate). Nello sfascio impunito e glorioso di 103 automobili risuona lo sberleffo al cinema blockbuster che nel decennio a seguire avrebbe definitivamente fagocitato gli schermi: Spielberg, impiegato del fisco, incasserà pure l’assegno, ma non partecipa alla festa.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 12/1999
La comicità demenziale di Landis ancora “perfetta” a vent’anni di distanza
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 01/05/2011 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
Quando la settimana è stata pesante e lo spirito distruttivo ed iconoclasta la fa da padrone, quando si è rinchiusi nel proprio malcontento e si fatica a cancellare le piccole o grandi angosce dalla mente…, è bello perdersi in questo film.
E’ bello perdersi nel riff ripetuto della sezione fiati nella lunga coda strumentale di “Sweet Home Chicago”, si vorrebbe che non finisse mai, mentre si è in fuga da centinaia di inseguitori agguerriti a bordo di una scassata ma tenace automobile senza accendisigari.
E’ bello entrare in una squallida rosticceria “Soul Food” e ordinare pane bianco e quattro polli fritti con Coca e poi subire un rimbrotto dalla Divina e ballare tra gli sgabelli con donne procaci e feline, all’infinito.
E’ bello girovagare silenziosi in una casbah americana, fra odore di wurstel e senape, ascoltando John Lee battere il tallone a terra al ritmo del suo “Boom Boom” e pensare che si, i razzisti sono degli idioti.
E’ bello ascoltare un sermone e vedere la luce, finalmente, in una chiesa battista su a “Triple Rock”, tra gioiosa partecipazione corale e balli sfrenati, guidati da un reverendo tarantolato e scatenato.
E’ bello entrare da “Chez Paul” e attirare gli sguardi altezzosi della bella gente seduta, gridare “Maitreeee !” e ruttare liberamente, ordinando una dozzina di bottiglie di Dom Perignon e lanciando gamberetti tra fauci gaudenti, incuranti delle buone maniere borghesi.
E’ bello procurare un bagno imprevisto agli impettiti nazisti dell’Illinois (ma anche di Centocelle o Ponte di Legno) e poi darsela a gambe tra gli applausi.
E’ bello seminare la polizia al’interno di un centro commerciale devastando vetrine e P.I.L. locali, inafferrabili perché si è in missione per conto di Dio, ma anche di Buddha.
E’ bello saltare in aria in una cabina telefonica, in un androne o in un appartamento rumoroso ma abitudinario, e rialzarsi bel belli, spazzolarsi e dire “o cavolo ! sono le otto, è tardi !”.
E’ bello suonare in un pollaio circondati da cowboy e camionisti, tracannare birre ed essere bersagliati da un numero soverchiante di vuoti a perdere, tra sigle di vecchi telefilm e canzoni strappalacrime, per sempre.
E’ bello schivare i proiettili di un’amante delusa in una fogna, baciarla un’ultima volta dopo averla rintronata di chiacchiere e poi fuggire via, lontano.
E’ bello dare l’ultimo saluto ad un fedele amico motorizzato, tra statue pensanti e architetture moderne, davanti al Richard J. Daley Center, a Chicago.
E, infine, è bello salire in ascensore per 150 piani in compagnia del tema della “Garota de Ipanema” per pagare non i propri debiti ma quelli degli altri, per continuare a farsi malmenare dalla Pinguina ed ascoltare ancora Cab Calloway suonare l’armonica in cantina, ad libitum...
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16 maggio 2013 Opinione di champagne1 su "The Blues Brothers"
Strano il destino di questo film, passatoinizialmente all'uscita dal coro di critiche statunitensi e arrivando poi all'acclamazione "cult" che dura da più di 30 anni. Cosa lo rende così speciale? la storia di due fratelli musicisti che vivono di espedienti e che improvvisamente si sentono in missione per conto di Dio? o la straordinaria colonna sonora che accompagna tutto il film, sottolineandolo ma anche dandogli movenze da musical? o le scene che parodizzano gli inseguimenti mozzafiato...
voto al film: 
27 dicembre 2012 Opinione di emil su "The Blues Brothers"
Magistrale musical che ha fa storia. Fantastico il duo Belushi/ Aykroid, si apprezza anche in visione distratta!
voto al film: 
1 dicembre 2012 Opinione di reg2010 su "The Blues Brothers"
Per quanto mi riguarda è il film più bello che ho visto in vita mia!!!!!!!!!!!
voto al film: 
9 agosto 2012 Opinione di bellahenry su "The Blues Brothers"
il più bel film musicale della storia del cinema, tutto è perfetto, originale e divertente. le canzoni ci raccontano la musica piu bella che esista...
voto al film: 
1 luglio 2012 Opinione di SaintlySinner su "The Blues Brothers"
Un opera irripetibile, un cult per eccellenza. Coppia nata al Saturday Night Live, Dan Aykroyd e John Beluschi hanno un alchimia perfetta, un duo affiatatissimo. Un film di una follia purissima, feroce e sconvolgente. Una colonna sonora pazzesca e le partecipazioni di Ray Charles, James Brown, Aretha Franklin e altri l'hanno reso un film indimenticabile. Una scia di distruzione (micidiale quella carneficina di automobili) e cuori infranti, tutto perchè in missione per conto di Dio, beh, è...
voto al film: 
22 giugno 2012 Opinione di GIMON 82 su "The Blues Brothers"
Ieri giorno di calura estiva dal tocco equatoriale,nel freddo di una sala di un vecchio cinema,al costo di beccarmi una sincope o un raffreddorone mi sono imbattuto in questo autentico FILMONE,un autentico CULT MOVIE. Una benedizione acuta questo "The blues brothers" che il digitale ci ha ridonato in un tocco epocale ancora piu' vintage.La storia è di quelle massicce,kitsch e "bonarie", ma in tutta la sua trentennalita' è rimasta immutata nel fascino ultracitazionista.Questo film è...
voto al film: 
21 giugno 2012 Opinione di LorCio su "The Blues Brothers"
C’è poco altro da dire riguardo un film su cui si è detto di tutto nell’arco di trent’anni, ma l’occasione di rivederlo al cinema (sia benedetta la Nexo Digital, che sta scoprendo l’acqua calda con la riedizione dei grandi film) era troppo ghiotta. È un cult movie, e di conseguenza, a prescindere dal valore artistico e tecnico (comunque alto), va trattato per quel che è attualmente, cioè un pazzesco oggetto di goliardica venerazione per almeno due o tre generazioni. Le cover...
voto al film: 
11 giugno 2012 Opinione di XANDER su "The Blues Brothers"
Il capolavoro di John Landis. Un cult che rimarrà nella storia del cinema musicale e non. Una colonna sonora che si ascolta continuamente, un ritmo mozzafiato e una comicità incredibile. Ottimi anche gli effetti speciali, così come le coreografie. Se possibile guardare la versione integrale di 2 ore e 21 minuti anzichè quella cinematografica di 2 ore e 7 minuti.
voto al film: 
22 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "The Blues Brothers"
Film geniale e ormai parte del mito oltre che della Hall of Fame del cinema mondiale. John Belushi è impagabile e Landis lo lascia fare, ma in realtà il film possiede una sua struttura ben definita basata su una solida sceneggiatura. Menzione a parte per la colonna sonora e per la scena in cui John Belushi cerca di scusarsi in tutti i modi (im)possibili con la sua promessa sposa.
voto al film: 
25 dicembre 2011 Opinione di wang yu su "The Blues Brothers"
Buona musica,catastrofici e spettacolari avvenimenti, ma non ha una filo di logica!!devono raccimolare dei dollari per salvare un orfanotrofio ma procurano danni per milioni di dollari e mettono in pericolo la vita di decine di persone,pensare che il Padre Eternno illumini due pazzi simili è una vera follia.Tipica americanata.voto 4
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