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Crocevia della morte

Regia di Joel Coen vedi scheda film

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La recensione su Crocevia della morte

di supadany
8 stelle

VOTO : 7.
Terzo film per i fratelli Coen che, al cospetto di un genere in voga da sempre (il gangster’s movie), riescono a realizzare un film importante riununciando al contempo di farne una copia carbone di altri film (che spesso si sono avvalsi di mezzi più imponenti, quindi si tratta di scelta autoriale assai saggia ed ammirevole), aprendo la strada a tanto cinema che verrà.
Stati Uniti, città non definita, negli anni del proibizionismo, Johnny Caspar sfida l’irlandese Leo (Albert Finney)  per conquistare lo scettro del crimine.
Intanto Leo ha anche un problema in casa col fidato Tom (Gabriel Byrne), entrambi sono amanti di Vera (Marcia Gay Harden).
La situazione genera un’ondata di violenza, cambi di posizione e le sorprese sono dietro l’angolo.
I luoghi comuni del genere non mancano affatto, ma i Coen costruiscono un film diverso da quello che ci si aspetterebbe prima della visione leggendo solamente la trama.
Infatti si passa rapidamente da momenti tragici e tormentati ad altri più grotteschi (un marchio di fabbrica pronto ad esplodere), insomma nel pieno stile Coen che poi è stato possibile apprezzare in più circostanze negli anni a venire.
Una contaminazione efficace ed a tratti spiazzante, la sorpresa è (era, comunque oggi il film ha gioco forza un impatto diverso) così gradita, anche perché il complesso non perde comunque di efficacia, anzi trova una sua via ben definita.
Questo anche perché il film è ricco di un sano e piacevole citazionismo, riprova non solo di una sfida vinta, ma anche di un conoscenza di fondo importante.
Considerevole anche la fotografia che riesce ad inquadrare in maniera efficace la situazione.
In sintesi, questo rimane uno dei film dei Coen che mi ha entusiasmato di meno (ma a parte un paio di film, adoro tutta la produzione dei “terribili” fratelli), ma in ogni caso rimane un prodotto confezionato con intelligenza, abilità e conoscenza.
Cosa non da tutti, come minimo è una pellicola interessante e da vedere anche perché in un certo modo ha fatto da precursore ad incurisioni nel genere di altri registi assai rinomati.

Su Joel Coen

VOTO : 7.
Regia convincente anche perchè non si adagia sugli allori, ma anzi ha voglia di spiazzare e stupire.
Bravi!

Su Gabriel Byrne

VOTO : 6/7.
Prova sostanziosa.

Su Marcia Gay Harden

VOTO : 6,5.
Interessante, soprattutto per vedere la differenza rispetto a come si distingue oggi.

Su Albert Finney

VOTO : 6,5.
Garanzia di qualità con qualche sorpresa.

Su John Turturro

VOTO : 7.
Notevole ed istrionico con i Coen se la intende a meraviglia.

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