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Blade Runner. The Director's Cut

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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La recensione su Blade Runner. The Director's Cut

di Mattyman
10 stelle

Ambientato in una Los Angeles futuristica oscura e sovraffollata, "Blade Runner" sicuramente non mancherà di stupire lo spettatore. E' un film che riesce esattamente a riprodurre e a rappresentare questa città (l'inizio è davvero stupefacente), grazie alle immagini e alla magnifica colonna sonora firmata Vangelis che rimane impressa così come le immagini, le quali sono di una potenza visiva non indifferente, magari non raggiungeranno la grandiosità di quelle di "2001: Odissea nello Spazio" (tanto per rimanere incalenati sullo stesso genere), ma sicuramente sono degne di avere da sole un piccolo spazio nella Storia del Cinema. La storia in realtà è molto semplice, vi è un cacciatore di taglie (interpretato da un grande Harrison Ford) che deve dare la caccia a dei Replicanti (esseri umani perfetti creati in laboratorio e successivamente mandati in isolamento nel pianeta Nexus 6) che sono atterrati clandestinamente sulla Terra, per trovare un modo per vivere più a lungo (infatti essi hanno la durata della vita molto breve, ovvero solo quattro anni). Ma è incredibile come si riesce ad affrontare tante tematiche in due ore scarse, come la caducidità della vita, il rapporto con la propria esistenza e molte altre. Molto fa, come accennato in precedenza, anche l'ambientazione, che va da grandiosi paesaggi su larga scala che mostrano gli edifici imponenti di questa città futuristica, a degli ambienti claustrofobici all'interno della città e nelle abitazioni della gente semplice. Una pellicola che appare anche incredibilmente attuale più adesso di come lo è stato allora, basti pensare a come il mondo rappresentato sia sopratutto di predominanza asiatica. Ma ovviamente il punto più bello del film è sicuramente lo splendido quanto celebre monologo finale di Roy Batty (interpretato da un Rutger Hauer in stato di grazia), capace di toccare l'animo dello spettatore. Incredibile pensare che la seconda parte del monologo (la più riuscita a mio parere) sia stata improvvisata al momento dall'attore e lasciata nel montaggio originale proprio perché migliorava un monologo già ottimo elevandolo a capolavoro. Tanto di cappello per una pellicola che entrerà meritatamente nella Storia del Cinema. Del film esistono tante versioni, la migliore è senza dubbio l'ultima: la final cut, compreso il finale, decisamente più riuscito dell'originale.

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